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IL VOTO SPIEGATO – Il partenariato coi paesi terzi per la lotta al terrorismo, la sicurezza alimentare, la tutela dei minori e dei diritti umani: il replay della plenaria attraverso il voto di Caterina Chinnci

La lotta dell’Unione Europea al terrorismo e alla criminalità organizzata non può prescindere dalla collaborazione con i paesi terzi e per questo il Parlamento Europeo, nella plenaria appena conclusasi a Strasburgo, ha dato il via libera all’accordo sulla cooperazione strategica tra l’agenzia Europol e la Cina.

“Azioni coordinate e scambi di informazioni sono necessarie anche con in paesi non comunitari – ha sottolineato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a sostegno del provvedimento – e la Repubblica Popolare Cinese svolge un ruolo sempre più importante come paese di provenienza, transito e destinazione nella lotta contro il crimine internazionale. Accordi come questo forniscono a Europol strumenti importanti per assolvere al meglio l’importante compito di rendere l’Europa più sicura”.

La tutela dei diritti umani fa da sfondo alla risoluzione legislativa per l’aggiornamento del regolamento comunitario che vieta il commercio e il trasporto di determinate merci o sostanze che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.

L’eurodeputata siciliana di S&D ha sostenuto il documento col proprio voto favorevole: “L’Unione Europea – dice nella spiegazione di voto – si fonda sui principi dello stato di diritto e del rispetto della dignità umana, e anche attraverso la politica estera e commerciale deve consolidare il proprio ruolo guida nella lotta ai trattamenti crudeli. L’attivazione di clausole d’urgenza per aggiornare l’elenco delle merci vietate renderà il regolamento ancora più efficace e immediato, ma il procedimento avrà un reale impatto solo se non vi saranno disparità nell’esecuzione dei controlli da parte delle autorità doganali degli Stati membri. Importante, quindi, l’istituzione di un apposito gruppo di coordinamento”.

Caterina Chinnici durante un intervento in plenaria
Caterina Chinnici durante un intervento in plenaria

Sostegno da parte di Caterina Chinnici anche alle relazioni sulle tre decisioni che autorizzano alcuni stati membri, nell’interesse dell’Unione Europea, ad accettare l’adesione del Perù, del Kazakhstan e della Repubblica di Corea alla convenzione dell’Aia del 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori. “La convenzione dell’Aia ha istituito un sistema di cooperazione tra le autorità degli stati contraenti per l’immediato rientro dei minori illecitamente trasferiti o trattenuti – dice l’europarlamentare nella spiegazione di voto – e trattandosi di un accordo internazionale che tutela i minori in situazioni di incertezza giuridica è necessario che venga ratificato dal maggior numero possibile di stati”.

La sicurezza alimentare è al centro di due risoluzioni approvate dall’Aula e appoggiate da Caterina Chinnici. La prima riguarda gli obiettivi globali e gli impegni dell’UE in tema di alimentazione nel mondo. “Nonostante gli sforzi già fatti – spiega l’eurodeputata siciliana – la malnutrizione mondiale rimane a livelli drammaticamente alti e il fenomeno colpisce pesantemente i bambini: ad oggi sono 159 milioni quelli malnutriti e 50 milioni quelli affetti da rachitismo. Secondo la FAO occorre agire sulla causa principale, ovvero la povertà, e questo potrà avvenire con uno sforzo coordinato, aumentando la produzione dei piccoli agricoltori, intervenendo sull’educazione, implementando catene alimentari sostenibili, migliorando la governance, difendendo i diritti delle donne, migliorando la situazione igienico-sanitaria e stimolando il microcredito. Occorre il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni europee, degli stati membri, della comunità internazionale e dei governi dei paesi in via di sviluppo per far sì che le cause della malnutrizione vengano debellate”.

È una fotografia dei successi e degli insuccessi la risoluzione sull’attuazione del regolamento in tema di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari. “Nonostante sia in vigore da oltre 10 anni il regolamento comunitario che stabilisce requisiti generali di sicurezza applicabili a tutti i possibili materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari – osserva Caterina Chinnici – persistono tuttora grandi carenze nell’attuazione della normativa vigente, soprattutto per quanto riguarda le misure specifiche su plastica, ceramiche, cellulosa rigenerata e vari materiali attivi. E ci sono ancora materiali come ad esempio il legno o gli inchiostri di stampa sui quali gli stati membri, in assenza di misure specifiche europee, hanno disciplinato per proprio conto. Ho dato il mio sostegno al provvedimento perché le disparità sugli standard di sicurezza possono essere superate soltanto con un’azione intrapresa a livello di Unione Europea. Ciò è importante soprattutto per proteggere la salute dei consumatori”.

Invoca una maggiore facilità di accesso ai fascicoli sulle violazioni delle norme europee la relazione annuale 2014 sul controllo dell’applicazione del diritto dell’UE, votata da Caterina Chinnici. “Le procedure di infrazione dell’UE nei confronti degli stati membri si sono ridotte ma è difficile valutare – afferma Caterina Chinnici – in che misura ciò rappresenti davvero un maggiore rispetto del diritto comunitario o piuttosto un aumento delle soluzioni di compromesso tra la Commissione europea e i singoli governi. Il Parlamento può avere un ruolo significativo nella valutazione dell’applicazione del diritto ma il suo accesso alle informazioni sulle procedure è ancora troppo limitato e questa è una lacuna che va superata in nome di una maggiore trasparenza e di un costruttivo dialogo interistituzionale”.

Voto favorevole, infine, alla relazione sul futuro del partenariato tra l’Unione europea e i Paesi del gruppo Africa, Caraibi e Pacifico (ACP) dopo il 2020 e sul ricorso al Fondo di solidarietà dell’UE per fornire assistenza alla Grecia a seguito del terremoto che ha colpito le isole dello Ionio nel novembre 2015.

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