– Uomo di carattere, con principi solidi e una profonda umanità. Magistrato con la religione del lavoro, dedito allo Stato e all’impegno civile, irriducibile nella sua lotta alla mafia portata avanti con intuizioni e metodi innovativi. Così ieri sera a Palermo, in un incontro dibattito organizzato da Paoline Onlus nel chiostro della Galleria d’arte moderna, è stato ricordato Rocco Chinnici, il consigliere istruttore ucciso da Cosa nostra il 29 luglio 1983 con un’auto-bomba fatta esplodere davanti alla sua abitazione, in via Pipitone Federico. Insieme a lui persero la vita due carabinieri della scorta, Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile.
“Il lavoro portato avanti da mio padre fino al sacrificio estremo ha determinato una fondamentale evoluzione nell’antimafia – ha detto Caterina Chinnici, figlia di Rocco – contribuendo a cambiare in meglio la storia della Sicilia e dell’Italia. Lui era il pilastro della nostra famiglia: la sua morte ci ha reso per sempre più fragili. Siamo come nati una seconda volta, abbiamo dovuto imparare a sopravvivere nuovamente, ma ci siamo aggrappati ai valori alti che lui ci aveva trasmesso e abbiamo continuato a farli vivere”.
Presente il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha sottolineato il contributo dell’azione di Rocco Chinnici al progressivo allontanamento della mafia dalle istituzioni negli anni. “Rocco Chinnici rompeva gli schemi – ha poi aggiunto – era più avanti rispetto al suo tempo. Fu il primo a capire l’importanza del condividere le informazioni all’interno dell’ufficio giudiziario per un approccio integrato alle indagini e fu il primo a rendersi conto che era necessario combattere la mafia anche sul piano socio-culturale, che bisognava andare nelle scuole e parlare ai giovani”.
Il magistrato Salvatore De Luca, da poco nominato procuratore aggiunto a Palermo, fu per breve tempo uditore giudiziario di Rocco Chinnici. “È lui il padre della moderna antimafia – ha sottolineato durante il dibattito – perché lui aprì il fronte delle indagini patrimoniali, creò quella équipe di lavoro poi denominata pool antimafia e usò l’arma della comunicazione per risvegliare le coscienze”.
Durante la serata hanno offerto la propria testimonianza anche Giovanni Paparcuri, autista sopravvissuto alla strage di via Pipitone Federico, Eufemia Bartolotta, figlia di Salvatore, l’ex capo della sezione omicidi della Squadra mobile Francesco Accordino e padre Nino Fasullo, direttore della rivista Segno.
I giornalisti Eleonora Iannelli e Fabio De Pasquale hanno letto brani del loro libro intitolato Così non si può vivere. Rocco Chinnici: la storia mai raccontata del giudice che sfidò gli intoccabili.
Suor Fernanda Di Monte, responsabile di Paoline Onlus e moderatrice del dibattito, ha ricordato anche alcuni passaggi del libro È così lieve il tuo bacio sulla fronte, in cui Caterina Chinnici racconta Rocco Chinnici magistrato, uomo e padre.

