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IL VOTO SPIEGATO – Un meccanismo europeo di risposta sanitaria, nuova linfa per i programmi EU4Health, InvestEU ed Erasmus +, una linea di bilancio specifica per la lotta alla povertà infantile, l’accordo bilaterale UE-Cina per tutelare dalle contraffazioni i prodotti con marchio IG: i provvedimenti e le richieste del Parlamento Europeo nella prima plenaria di novembre

Istituire un meccanismo europeo di risposta sanitaria, attivare un monitoraggio sulla disponibilità di farmaci e dispositivi medici, sostenere un processo di digitalizzazione basato su cartelle cliniche elettroniche. Sono tra i principali obiettivi della risoluzione con la quale il Parlamento Europeo, nella prima plenaria di novembre, ha approvato a larga maggioranza la propria posizione negoziale sulle azioni in campo sanitario proposte dalla Commissione Europea attraverso il programma EU4Health e affermato la necessità di un programma dell’UE per la salute che sappia colmare le lacune messe in evidenza dalla pandemia di Coronavirus.

“Il piano d’azione punta a rafforzare i sistemi sanitari nazionali – spiega Caterina Chinnici, che ha sostenuto la risoluzione con il proprio voto – dotandoli di maggiori risorse finanziarie, aumentando la capacità di produzione e la disponibilità di medicinali a basso costo e attrezzature specializzate negli ospedali, e incrementando il personale sanitario, in una prospettiva generale di maggiore coesione tra le politiche nazionali per contrastare al meglio le emergenze sanitarie di carattere transnazionale. Si vuole anche compensare il divario esistente non solo fra stati membri ma anche tra gruppi demografici e cittadini, riducendo le disuguaglianze nell’accesso ai servizi sanitari. Il tutto va inoltre integrato nell’approccio One Health, che riconosce la necessità di affrontare anche l’impatto negativo dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale sulla salute umana”.

Una seduta plenaria del Parlamento Europeo

La plenaria si è inoltre pronunciata sul progetto di bilancio generale dell’Unione Europea per l’esercizio 2021. “L’obiettivo è uno stanziamento di 181 miliardi per il prossimo esercizio finanziario – ha affermato l’eurodeputata di S&D nella propria spiegazione di voto a favore – e le nostre ambiziose richieste sono sostenute dalla necessità di far fronte alla crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19. Proprio per sostenere la sanità abbiamo chiesto di aumentare di 1,3 miliardi di euro la dotazione di EU4Health. A favore di giovani e bambini vogliamo poi una nuova linea di bilancio specifica per la Child guarantee contro la povertà infantile e un rifinanziamento del programma Erasmus +. Abbiamo inoltre chiesto un programma specifico a supporto di piccole e medie imprese e un aumento di budget nei programmi utilizzabili per migliorare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e per combattere la violenza di genere, unitamente a un impegno economico maggiore in materia di migrazione”.

Al superamento della crisi economica innescata dalla pandemia si rivolge anche la risoluzione sul via libera ai negoziati interistituzionali per il nuovo fondo InvestEU, con l’obiettivo specifico di aiutare le aziende attraverso un sostegno alla solvibilità e di generare almeno 1.200 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati.

Un inevitabile risvolto delle misure per il contenimento della pandemia è l’introduzione di restrizioni che coinvolgono in varia misura libertà personali e diritti fondamentali. Di questo si occupa un’altra risoluzione approvata dall’assemblea elettiva dell’Unione. “Generalmente si tratta di misure che possono incidere in modo rilevante su democrazia e stato di diritto – ha spiegato Caterina Chinnici motivando il proprio voto a favore del documento – e se per un verso la risposta all’emergenza sanitaria rientra innanzitutto nelle competenze nazionali, spetta invece alle istituzioni europee vigilare sul rispetto in tutta l’UE dei valori sanciti dai trattati, da garantire anche in una situazione eccezionale come quella attuale. Abbiamo quindi fissato le tre condizioni che le misure di contrasto alla pandemia devono sempre soddisfare, e cioè necessità, proporzionalità e temporaneità, secondo le indicazioni fornite dalla giurisprudenza delle corti europee e delle corti costituzionali nazionali”.

Prosegue intanto l’impegno del Parlamento Europeo per il miglioramento della qualità ambientale. Disco verde alla risoluzione sul Green Deal che contiene proposte di finanziamento per indirizzare gli investimenti dell’UE verso attività sostenibili e per incentivare il passaggio ad attività economiche carbon free.

Ancora in campo economico, il Parlamento Europeo ha approvato l’accordo tra Unione Europea e Repubblica Popolare Cinese sulla cooperazione per tutelare dalle contraffazioni i prodotti con marchio di indicazione geografica. “Questo primo importante accordo commerciale UE-Cina garantirà la protezione dell’indicazione geografica di 100 prodotti europei , di cui 26 italiani, più altri 175 dopo quattro anni – spiega Caterina Chinnici, che ha votato a favore del provvedimento – ed è inoltre un segnale incoraggiante che dimostra la volontà da parte della Cina di impegnarsi a cooperare con l’Europa. Le IG elencate beneficeranno di un livello di protezione molto elevato poiché saranno protette contro qualsiasi presentazione che suggerisca che il prodotto in questione sia originario di un’area geografica diversa dal vero luogo d’origine e saranno protette inoltre da qualsiasi uso di un’indicazione geografica che identifichi un prodotto, identico o simile, non conforme alle specifiche di prodotto della designazione protetta”. Tra i 26 prodotti italiani compresi nella prima lista figurano il Parmigiano Reggiano, la mozzarella di bufala campana, il Gorgonzola e il pecorino romano, oltre a numerose eccellenze vinicole.

Dal Parlamento Europeo sì anche a una proposta di modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto. Il provvedimento riguarda, in particolare, l’identificazione dei soggetti passivi nell’Irlanda del Nord. “A seguito dell’uscita del Regno Unito dall’UE – spiega Caterina Chinnici – la normativa europea sull’IVA non si applicherà più al Regno Unito dal 1° gennaio 2021. Si è però previsto che in Irlanda del Nord continui a trovare applicazione la normativa UE in materia di IVA sui beni, ed è quindi necessaria l’identificazione, attraverso un identificativo IVA dell’UE, dei soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o acquisti intracomunitari di beni nell’Irlanda del Nord. Per le imprese è uno strumento di chiarezza sulle regole applicabili, considerata l’importanza che l’IVA assume nel sistema delle risorse dell’UE”.

Via libera anche a una proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio su una cooperazione rafforzata tra i servizi pubblici per l’impiego (SPI). “Il provvedimento – spiega Caterina Chinnici – consentirà alla rete Europea dei servizi pubblici per l’impiego di rinnovare il proprio mandato oltre l’attuale scadenza prefissata per la fine dell’anno in corso, e inoltre di espandere la propria efficacia e capacità d’azione. Gli SPI sono le principali agenzie nazionali responsabili dell’attuazione delle politiche occupazionali, il cui scopo è agevolare l’incontro fra domanda e offerta nel mercato del lavoro. È auspicabile che la rete europea prosegua in questo dialogo utile per affrontare un mercato del lavoro in perenne evoluzione”.

Nella prima plenaria di novembre spazio, infine, per un dibattito sulla lotta al terrorismo e sul diritto alla libertà di espressione e all’istruzione. Sullo sfondo, gli attentati avvenuti recentemente in Francia e in Austria. “L’uccisione di tre persone a Nizza, di quattro a Vienna e di un professore che a Parigi teneva un corso sulla libertà di espressione ci hanno ricordato che la minaccia terroristica è quanto mai attuale e che occorre rendere più incisive le iniziative assunte a livello UE, soprattutto scambio informativo, coordinamento investigativo e giudiziario e contrasto patrimoniale per contrastare sia i gruppi terroristici sia le organizzazioni criminali che forniscono loro supporto attraverso i propri traffici, soprattutto in droga e armi. È necessario estendere le competenze della Procura europea ai reati di terrorismo e ai reati finanziari collegati, rafforzando al tempo stesso Europol in modo da creare una vera agenzia europea di intelligence”.

TUTTE LE RISOLUZIONI APPROVATE:

11 NOVEMBRE 2020

12 NOVEMBRE 2020

13 NOVEMBRE 2020

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