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IL VOTO SPIEGATO – Varato dal Parlamento Europeo il regolamento sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza: 672,5 miliardi a disposizione dei paesi dell’UE per contrastare le conseguenze della pandemia Covid-19 con investimenti pubblici e riforme. Approvate anche le risoluzioni per il contrasto alla tratta di esseri umani e per la tutela dei diritti dei migranti, dei bambini e delle donne. La plenaria di febbraio attraverso il voto di Caterina Chinnici.

Con un budget di 672,5 miliardi di euro forma il nucleo principale Next Generatio EU, il piano generale da 750 miliardi predisposto dall’UE per aiutare i paesi membri a contrastare gli effetti della pandemia Covid-19: è il Dispositivo per la ripresa e la resilienza (Recovery and Resilience Facility), il cui regolamento è stato approvato dal Parlamento Europeo nella plenaria di febbraio a larga maggioranza, con il voto favorevole anche da parte di Caterina Chinnici.

“Si tratta del principale strumento di Next generation EU – spiega l’eurodeputata di S&D – e attraverso la creazione di un debito condiviso a livello UE metterà a disposizione degli stati membri sovvenzioni per 312,5 miliardi di euro e prestiti fino a 360 miliardi di euro distribuiti in base al tasso di disoccupazione e alla perdita del Pil, tutte risorse fondamentali per realizzare investimenti pubblici e riforme verso una ripresa sostenibile a lungo termine. Dopo la pubblicazione del regolamento la parola passerà ai singoli stati membri, chiamati a declinare nei piani nazionali le sei priorità individuate, cioè transizione ecologica, trasformazione digitale, coesione economica e competitività, coesione sociale e territoriale, resilienza istituzionale e politiche giovanili. Particolarmente importante considero l’attenzione riservata all’inclusione sociale, alla parità di genere, ai bambini e al ruolo delle parti sociali”. 

Una seduta plenaria del Parlamento Europeo

Dall’altro fronte della lotta alla pandemia di Coronavirus, la plenaria ha fatto il punto sulla strategia vaccinale dell’UE attraverso un dibattito con Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, e con la presidenza portoghese del Consiglio dell’UE. Una la parola d’ordine: solidarietà, a livello sia europeo che globale. “È indispensabile – ha dichiarato Caterina Chinnici – che prosegua l’impegno per rafforzare e velocizzare la campagna per la somministrazione del siero che le istituzioni europee hanno avviato assumendosi per la prima vota la responsabilità di adottare un approccio unitario a livello UE nonostante gli attuali limiti alla competenza sulla governance in materia sanitaria. Proprio questo approccio unitario ha permesso di sostenere la ricerca e sviluppare rapidamente vaccini con l’obiettivo di garantire un accesso solidale alla vaccinazione per tutti i cittadini europei. Vanno però affrontate le criticità legate alla disponibilità delle dosi, ed è quindi fondamentale incrementarne la produzione sul territorio europeo così come rafforzare la trasparenza dei contratti con le case farmaceutiche”.

Approvata dall’Assemblea elettiva dell’Unione anche una risoluzione che pone l’accento sulla necessità di mitigare le conseguenze della pandemia Covid-19 sulla qualità di vita dei giovani dal punto di vista occupazionale, dell’istruzione, della salute e della pratica sportiva. “Il documento chiede agli stati membri di orientare la spesa pubblica verso investimenti e sussidi volti a sostenere i giovani utilizzando i fondi strutturali e i piani nazionali di recupero – ha sottolineato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – e inoltre ad attuare pienamente la Garanzia per i giovani per sostenere gli studenti che hanno subito una perdita di reddito a causa dell’interruzione del loro apprendistato e ad aumentare il tasso di attuazione della Garanzia per l’infanzia. La risoluzione invita poi la Commissione a contrastare gli effetti della pandemia sullo sport, così importante per il benessere e l’integrazione dei giovani, attraverso un piano d’azione dell’UE dedicato”.

Economia e ambiente sono al centro di un risoluzione, anche questa sostenuta da Caterina Chinnici, con la quale il Parlamento Europeo ha chiesto regole più severe in materia di consumo e riciclo accogliendo con favore il “Nuovo piano d’azione per l’economia circolare” presentato a marzo dalla Commissione Europea. “Nel quadro del Green New Deal per raggiungere la neutralità climatica nel 2050 – spiega l’eurodeputata siciliana – si intrecciano la necessità di perseguire gli obiettivi fissati negli accordi sul clima di Parigi, i criteri di sviluppo sostenibile indicati dall’ONU e il ripensamento del modo di produrre e consumare indirizzato verso un’economia di tipo circolare. Questo modello economico avrà come cardini l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica, ed è una conversione urgente considerati l’inevitabile esaurimento delle materie prime sul pianeta e il previsto incremento esponenziale della popolazione mondiale”.

Dico verde per la risoluzione sulla Relazione annuale 2020 della Banca centrale europea. “Il testo – afferma Caterina Chinnici nella spiegazione di voto a favore – ricorda la natura irreversibile della moneta unica, espressione di un progetto sia economico che politico, e sottolinea positivamente il forte appello della Presidente Lagarde per un pieno allineamento delle politiche fiscali e monetarie, nonché l’impegno ad avvalersi di tutti gli strumenti in grado di sostenere la ripresa economica della zona euro come, in particolare, il Programma di acquisto per l’emergenza pandemica della BCE. Il mandato della BCE, la cui azione viene vagliata dal Parlamento, consiste nel mantenere la stabilità dei prezzi e sostenere le politiche economiche generali nell’Unione per contribuire allo sviluppo sostenibile, alla piena occupazione e al progresso sociale. Nonostante le gravi conseguenze economiche causate dalla pandemia Covid-19, in particolare sulle piccole e medie imprese, nel 2020 la BCE ha contribuito a mantenere nell’Unione europea un ambiente favorevole agli investimenti”.

Sì anche alla relazione per il monitoraggio sul diritto di accesso del pubblico ai documenti delle istituzioni europee, riconosciuto dall’articolo 15 del Trattato sul funzionamento dell’UE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. “Un diritto il cui esercizio incontra ancora alcune criticità – sottolinea Caterina Chinnici – tra cui ostacoli di natura istituzionale e finanziaria per i cittadini. L’accesso ai documenti detenuti dalle istituzioni dovrebbe essere la regola, e quindi c’è la necessità che ogni decisione di negarlo sia basata su eccezioni definite in modo chiaro dalla legislazione e che sia debitamente motivata”.

Anche in questa sessione la plenaria del Parlamento Europeo ha affrontato questioni legate al rispetto dei diritti fondamentali. In primo piano soprattutto la risoluzione che fa il punto sull’attuazione della direttiva 2011/36/UE per la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime. “La tratta di esseri umani rappresenta una delle più gravi violazioni dei diritti fondamentali, la negazione stessa della dignità della persona – ha sottolineato Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – e questo fenomeno criminale, spesso riconducibile alla criminalità organizzata, colpisce soprattutto i soggetti più vulnerabili: circa un quarto delle vittime è infatti rappresentato da bambini, mentre quasi tre quarti sono donne e ragazze, prevalentemente oggetto di sfruttamento sessuale. Il numero di vittime accertate è in costante aumento e, secondo Europol, potrebbe ulteriormente crescere a causa della pandemia. L’attuazione della direttiva anti-tratta non è stata del tutto soddisfacente. Occorre quindi rafforzare le misure per la prevenzione, la lotta e il perseguimento di tutte le forme di tratta, con risorse adeguate ma anche con l’uso delle tecnologie digitali, e vanno migliorate l’individuazione e l’identificazione delle vittime, assicurando loro l’accesso incondizionato ed effettivo ad assistenza e protezione”.

Approvata inoltre la relazione di attuazione sull’articolo 43 della direttiva 2013/32/UE che disciplina le procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale. “La relazione fornisce al Parlamento dati ed informazioni in vista delle decisioni che saranno assunte nei prossimi negoziati per il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo attualmente in esame – spiega Caterina Chinnici – e in questo caso ha individuato alcune criticità nei procedimenti di gestione delle domande di protezione internazionale alle frontiere. Si evidenzia come nei casi riscontrati di trattenimento non giustificato, in particolare di minori, di respingimenti e di mancato rispetto delle garanzie procedurali, vi sia stata una compressione dei diritti fondamentali dei richiedenti asilo, come segnalato anche dall’Agenzia UE per i diritti fondamentali (FRA). Per queste ragioni la relazione invita a instaurare un meccanismo di controllo indipendente nel quadro della nuova legislazione europea sulla migrazione allo scopo di garantire l’effettiva tutela dei diritti fondamentali e la segnalazione di eventuali violazioni. Invita inoltre gli Stati membri a esentare i minori non accompagnati dalle procedure di frontiera, al fine di garantire concretamente il rispetto dell’interesse superiore del minore e delle persone vulnerabili che necessitano di garanzie procedurali speciali”.

Infine, prendendo spunto dal 25° anniversario della Dichiarazione di Pechino, il Parlamento ha approvato la risoluzione sulle sfide future in relazione ai diritti delle donne. “La proposta – dice Caterina Chinnici, che ha espresso voto favorevole al documento – sottolinea come dall’adozione della piattaforma di Pechino molti progressi sino stati compiuti in materia dei diritti delle donne, soprattutto in Europa. Si sottolinea, però, come il percorso verso una compiuta parità di genere sia ancora lento. La pandemia Covid-19 rischia di accentuare il problema: secondo i dati Europol le misure di confinamento hanno comportato un aumento delle violenze domestiche su donne e bambini e la recessione economica, innescata dalla crisi sanitaria, sta colpendo in maniera predominante l’occupazione femminile. L’integrazione della dimensione di genere, inoltre, non è ancora applicata uniformemente nelle politiche dell’Unione. È positivo che sia stato inserito il cosiddetto gender mainstreaming tra le priorità del nuovo Quadro finanziario pluriennale, ma la proposta esorta la Commissione a presentare con urgenza alcune misure concrete, come la direttiva sulla parità salariale, e raccomanda di sbloccare alcune direttive in sede di Consiglio dell’UE, come la direttiva sulle donne nei consigli di amministrazione”.

TUTTE LE RISOLUZIONI DELLA SESSIONE 9-11 FEBBRAIO:

9 FEBBRAIO

10 FEBBRAIO

11 FEBBRAIO

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