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NEL 38° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI VIA PIPITONE FEDERICO, UN SEMINARIO SUL LEGAME TRA IL LAVORO DI ROCCO CHINNICI E LA NEONATA PROCURA EUROPEA. LAURA KÖVESI, CAPO DEL NUOVO UFFICIO: “IN DUE MESI GIÀ CENTINAIA DI INDAGINI”

Letto un messaggio della Ministra della Giustizia, Marta Cartabia: “Ricordiamo un magistrato al quale tutta l’Italia e l’intero mondo della giustizia devono tantissimo”. Caterina Chinnici: “Le innovazioni di mio padre oggi hanno proiezione europea”.

“Ricordiamo un uomo e magistrato al quale tutta l’Italia e l’intero mondo della giustizia devono tantissimo e al quale si deve un’intuizione fondamentale che ha cambiato per sempre e ovunque il modo di combattere la mafia”. Così la Ministra della Giustizia, Marta Cartabia, in un messaggio del quale è stata data lettura al seminario intitolato Dal metodo Rocco Chinnici alla Procura Europea, ha ricordato oggi il padre del pool antimafia nel 38° anniversario della strage mafiosa di via Pipitone Federico in cui perse la vita insieme ai Carabinieri Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, addetti alla sua sicurezza, e a Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile in cui il giudice, all’epoca capo dell’Ufficio istruzione del tribunale di Palermo, abitava con la famiglia.

“Quella di oggi – ha aggiunto la Ministra Cartabia – è una preziosa occasione di riflessione su un metodo di lavoro che dalla Sicilia di quei drammatici anni Ottanta ci porta fino all’istituzione della Procura Europea. Occorre vigilare su tutte le vie di circolazione della ricchezza, comprese quelle percorse dai finanziamenti europei, e per questo è stata istituita la Procura Europea, alla quale l’Italia partecipa con venti procuratori delegati”.

Il prrogramma completo del seminario, che è strato trasmesso in diretta web su YouTube

Obbiettivo del seminario, svolto nella chiesa di San Giacomo ai Militari, presso il Comando Legione Carabinieri Sicilia, un approfondimento sul legame tra il lavoro di Rocco Chinnici, con le sue innovative intuizioni, e i successivi sviluppi del sistema antimafia in Italia e nell’Unione Europea.

“L’eroica lotta e il tragico destino di magistrati italiani come Rocco Chinnici – ha detto Laura Kodruţa Kövesi, Procuratore Capo Europeo, al suo primo impegno pubblico in Italia dall’inizio attività della Procura Europea, avvenuto il 1º giugno scorso – sono ispirazione e monito per qualsiasi società democratica: ci dimostrano che l’integrità e il coraggio contano, e che la criminalità organizzata deve essere combattuta con la massima determinazione in ogni momento. In questi primi due mesi di attività della Procura Europea abbiamo già registrato più di 1000 casi, abbiamo avviato centinaia di indagini, insieme alle autorità italiane abbiamo già congelato oltre 7 milioni di euro di proventi di reato. La Procura indaga sulle frodi relative ai fondi UE per un importi superiori a 10mila euro e sulle frodi transfrontaliere in materia di IVA per danni superiori a 10 milioni di euro. Sono convinta – ha aggiunto – che la Procura offra finalmente la possibilità di affondare un colpo senza precedenti alla criminalità organizzata in Europa. L’Italia riveste un’importanza strategica al riguardo. Il nostro obiettivo finale sono i potenti gruppi criminali che organizzano frodi su vasta scala nell’UE, capaci di nascondere il carattere organizzato della loro attività, di espandere la loro attività a livello internazionale, di distorcere l’economia legale. Potranno aprirsi possibilità senza precedenti per combattere la corruzione transfrontaliera e anche le frodi Iva che, secondo le stime, ogni anno in tutta l’UE causano una perdita di gettito superiore ai 50 miliardi di euro”.

Laura Kodruţa Kövesi con Caterina Chinnici alla commemorazione sul luogo della strage

“Oggi – ha detto Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo – pensare che il magistrato titolare del procedimento sia il proprietario del dato è quanto di più assurdo possa esistere nel sistema giudiziario. Rocco Chinnici aveva contribuito a superare questo limite: il contrasto alle mafie e al terrorismo si fa condividendo le conoscenze, alimentando le banche dati e le conoscenze di tutti. La nascita della Procura Europea è fondamentale, un passo in avanti straordinario, e proprio nella logica di condivisione delle conoscenze, ma anche per prevenire eventuali sovrapposizioni di competenze con magistrature nazionali, è stato firmato un protocollo d’intesa grazie al quale sarà possibile programmare l’attività”.

Federico Cafiero De Raho durante il seminario “Dal metodo Rocco Chinnici alla Procura Europea”

“Rocco Chinnici è stato un innovatore – ha detto Caterina Chinnici, eurodeputata e figlia del giudice – e le sue intuizioni normative, investigative, metodologiche e operative hanno contribuito in modo determinante a gettare le basi della moderna antimafia. Le componenti del suo lavoro oggi hanno una proiezione anche nella dimensione europea, c’è una continuità. Rocco Chinnici ebbe un ruolo importante nell’introduzione del reato di associazione mafiosa, e oggi finalmente a livello europeo si avverte l’insufficienza della definizione di criminalità organizzata contenuta in una decisione quadro del 2008: ne occorre una nuova e aggiornata che tenga conto dei reali elementi costitutivi del fenomeno, ed è una richiesta fatta propria dal Parlamento Europeo attraverso un mio emendamento. Rocco Chinnici avviò le prime indagini bancarie per attaccare i patrimoni illeciti della mafia, e alle misure patrimoniali come elemento chiave guarda oggi anche l’UE con il nuovo regolamento sulle confische, in vigore dal dicembre scorso, e con l’annunciato potenziamento del quadro giuridico sulla confisca preventiva. Rocco Chinnici creò il pool antimafia, che poneva al centro l’idea del coordinamento giudiziario, e quell’idea, già alla base del lavoro delle agenzie Eurojust ed Europol, oggi è il cardine della neonata Procura Europea, che nella propria sfera di competenza ha autonomi poteri di indagine penale e può svolgere un’attività giudiziaria senza frontiere. Spero che il mandato della Procura Europea possa in seguito essere esteso a tutta la criminalità grave transfrontaliera. Con la Fondazione Rocco Chinnici abbiamo l’obiettivo di continuare a seguire il lavoro di questo nuovo organo dell’Unione Europea e di organizzare nuovi incontri in cui tracciarne il bilancio”.

Un momento dell’intervento di Caterina Chinnici

All’incontro, introdotto da Giovanni Chinnici, presidente della Fondazione Rocco Chinnici, sono intervenuti il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, l’avvocato generale presso la Corte d’Appello di Palermo, Anna Maria Palma Guarnier, il presidente del Tribunale di Palermo, Antonio Balsamo, il procuratore della repubblica presso il Tribunale di Palermo, Francesco Lo Voi, la presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Palermo, Giovanna Nozzetti, il procuratore europeo delegato Calogero Ferrara, il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Rosario Castello, il comandante del Ros dei Carabinieri, Pasquale Angelosanto, il direttore centrale anticrimine del Dipartimento della pubblica sicurezza, Francesco Messina, e il comandante regionale Sicilia della Guardia di Finanza, Riccardo Rapanotti.

La giornata si è aperta con la deposizione di corone di fiori in via Pipitone Federico, sul luogo della strage, dove a ricordare le vittime erano presenti cittadini, alti magistrati e le massime autorità civili e militari. Nel pomeriggio, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Palermo, la messa in memoria delle vittime, e la deposizione di corone sia a Misilmeri, città natale di Rocco Chinnici, che a Partanna (Trapani), dove il magistrato fu pretore.

Le iniziative sono state organizzate dalla Fondazione Rocco Chinnici in collaborazione con l’ANM, l’Arma dei Carabinieri e i comuni di Palermo, Partanna e Misilmeri.

(COM)

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