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“Solidarietà, cooperazione e integrazione sono indicatori fondamentali sui quali l’Unione Europea determina cosa essere e sui quali, nella gestione dell’emergenza provocata dalla pandemia di Covid-19, determinerà perfino se essere. A quei concetti l’UE deve ora saper dare massima concretezza, senza esitazioni e senza cedere a particolarismi e sovranismi. Europa è sinonimo di insieme, e oggi questa parola, Europa, va pronunciata più forte che mai”: la riflessione di Caterina Chinnici sulla Festa dell’Europa 2020.

Di CATERINA CHINNICI

Quest’anno, nell’emergenza che stiamo attraversando, la Festa dell’Europa assume un significato del tutto particolare.

Celebriamo, nel suo settantesimo anniversario, la storica dichiarazione di Schumann, simbolicamente considerata l’atto di nascita dell’Unione Europea, e nel farlo celebriamo un’idea, quella della cooperazione, che ha rappresentato il primo mattone per la costruzione di una casa comune delle nazioni che poi nel tempo si è ampliata ed evoluta sulla base di valori socio-culturali e principi giuridici condivisi, oltre che codificati nei trattati.

L’Europa unita, concepita come dispositivo di pace e di solidarietà da costruire, in origine, su una convergenza di interessi economici, è un grande sogno diventato realtà, ed è una realtà che si è progressivamente rafforzata e arricchita di contenuti ma che non ha mai smesso, e tuttora non smette, di essere al tempo stesso un progetto.

Questo emergeva già con chiarezza in un passaggio della stessa dichiarazione di Schuman: “L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”.

CLICK sull’immagine per leggere la dichiarazione di Schuman del 9/5/1950 – Fonte: www.europa.eu

In altre parole, la nostra Unione Europea è un’organizzazione in costante formazione, in cammino verso il compimento di se stessa e per questo costantemente chiamata ad andare al di là di se stessa, verso un’integrazione ancora più profonda di quella realizzata finora e che sia sempre sensibile alle sfide poste di volta in volta dallo scenario internazionale.

Solidarietà, cooperazione e integrazione sono quindi tra gli indicatori fondamentali sui quali l’Unione Europea determina cosa essere e sui quali, nella gestione dell’attuale emergenza provocata dalla pandemia di Covid-19, determinerà perfino se essere.

Da tempo gli equilibri e i rapporti economici su scala globale hanno fatto emergere la necessità che l’Unione Europea faccia un salto di qualità come soggetto politico, perché in caso contrario nessuno dei paesi membri potrà tenere il passo dei grandi stati-continente. L’UE, che ne ha tutta la potenzialità, deve ancora rispondere a questo appello, ma la crisi causata dalla pandemia ci spinge già oltre.

Tutte le economie dei paesi dell’UE sono state duramente colpite, alcune più di altre, ed è il momento in cui l’Unione Europea deve saper dare massima concretezza a quei concetti di solidarietà, cooperazione e integrazione. Senza esitazioni, perché non ce n’è il tempo. E senza cedere a particolarismi e sovranismi.

Il “prima noi” deve lasciare il passo al “prima chi ha bisogno”, come ha sottolineato nei giorni scorsi il presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli.  È questo il significato dello stare insieme, e del resto l’eventuale tracollo economico di uno stato membro si ripercuoterebbe automaticamente su tutti gli altri, e così pure sulla tenuta dell’Unione in sé.

Misure straordinarie senza precedenti, finanziarie e non solo, sono state adottate a livello europeo nelle scorse settimane per aiutare i governi, i sistemi sanitari, le famiglie, i lavoratori, le imprese, e questo è un importantissimo segnale di diffusa presa coscienza. Il Parlamento Europeo ha approvato a larghissima maggioranza le proposte di intervento presentate dalla Commissione Europea.

Ora però occorre che l’UE faccia presto a definire l’atteso piano per la ricostruzione, in mancanza del quale non potrà esserci una ripartenza economica. Sono in gioco il benessere, i diritti e il futuro di milioni di persone.

Le circostanze impongono il massimo slancio di volontà, coraggio e lungimiranza, ed ecco perché questa Festa dell’Europa ha un significato particolare: perché oggi più che mai la parola Europa è sinonimo di insieme, e allora oggi questa parola, Europa, deve essere pronunciata più forte che mai.

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