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IL VOTO SPIEGATO – Politiche di coesione specifiche per le zone insulari e coinvolgimento delle autorità locali nel definire le priorità per l’impiego dei fondi strutturali: il voto di Caterina Chinnici sui principali provvedimenti varati questa settimana dall’europarlamento

“È necessario che la politica di coesione dell’Unione Europea abbia un filone specifico dedicato al superamento degli svantaggi permanenti che alcune aree soffrono in conseguenza della loro posizione geografica”. Lo afferma Caterina Chinnici nella spiegazione di voto a supporto della risoluzione con cui il Parlamento Europeo, riunito questa settimana in plenaria a Strasburgo, ha sollecitato la Commissione Europea a istituire una specifica agenda europea e un desk per l’insularità e, in generale, a dare attuazione all’articolo 174 del Trattato di Lisbona, che promuove la riduzione del deficit di sviluppo delle regioni insulari.

“La perifericità di queste aree – aggiunge l’esponente di S&D – può anche diventare un valore aggiunto per l’Europa, specie se si pensa alla produzione di energie alternative o alla salvaguardia della biodiversità. Il divario ancora esistente tra le regioni d’Europa può essere colmato solo attraverso politiche e interventi più attinenti alle necessità e alle vocazioni naturali delle specifiche zone”.

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Voce agli enti locali nella definizione degli obiettivi a cui destinare i fondi strutturali. Lo chiede il Parlamento Europeo in un’altra risoluzione, anche questa sostenuta da Caterina Chinnici. “Si tratta di risorse ingenti e sicure che rappresentano una concreta chance di rilancio per l’economia – afferma l’europarlamentare di S&D nella motivazione depositata – e che molto spesso rimangono non spese, oltre che per le carenze amministrative riscontrate in alcune regioni, anche per la difficoltà di raggiungere gli obiettivi decisi ex ante dalla Commissione Europea. Occorre rafforzare la partecipazione delle autorità locali alla fase di individuazione delle priorità per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione se si vuole puntare su obiettivi concretamente raggiungibili e prevenire il mancato impiego dei fondi strutturali”.

Dall’europarlamentare siciliana voto favorevole anche alla risoluzione di una piattaforma europea per il rafforzamento della cooperazione volta a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso. “Il fenomeno ha gravi ripercussioni sulle condizioni di lavoro, sulla concorrenza leale, sugli investimenti da parte delle imprese e sui bilanci pubblici – sottolinea Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – ed è necessario mettere in luce lo stretto legame che intercorre tra il lavoro sommerso e la criminalità organizzata, che in molte regioni gestisce attività lesive anche degli interessi finanziari dell’Unione. L’istituzione di una piattaforma europea potrà contribuire, fra l’altro, a realizzare una stabilizzazione fiscale sostenibile”.

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Voto favorevole, inoltre, alla risoluzione approvata dall’eurocamera per sollecitare maggiori sforzi da parte dell’esecutivo comunitario e dei paesi membri dell’UE nel portare avanti misure per il ripristino degli ecosistemi danneggiati dai cambiamenti climatici e dall’eccessivo sfruttamento del territorio o delle risorse naturali. “Per tutelare la biodiversità serve un deciso cambio di passo ed è necessario il massimo impegno degli stati nell’applicare la legislazione vigente”, ha affermato Caterina Chinnici motivando il proprio sostegno al testo, che guarda alla revisione della strategia europea in materia.

Sì, infine, alla risoluzione che contiene le raccomandazioni del Parlamento Europeo alla Commissione in vista dei negoziati per la conclusione dell’Accordo sugli scambi di servizi (TiSA). “L’Europa detiene il 25% del mercato globale dei servizi e il TiSA può essere l’occasione per favorire l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese attraverso una maggiore reciprocità nell’acceso ai mercati – ha sottolineato Caterina Chinnici – ma il mio voto non è un giudizio sull’accordo o sulla firma, bensì sull’insieme delle raccomandazioni espresse dal Parlamento e di cui la Commissione dovrà tenere conto”.

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