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Caterina Chinnici a Carpi. “Nel ruolo di magistrato un intrinseco senso di solitudine, la tutela della sicurezza è necessaria come il sostegno della società”.

– “Il ruolo di magistrato implica un intrinseco e per certi versi inevitabile senso di solitudine, che si avverte ancor di più quando si trattano processi delicati sui quali è forte l’attenzione mediatica. La necessità è che lo stato metta in atto tutte le misure possibili per garantire la sicurezza dei magistrati e che, al tempo stesso, ci sia il sostegno dei giovani e di tutti i cittadini attraverso una maturata sensibilità, cosa altrettanto importante affinché questi magistrati non siano soli”.

Lo ha detto Caterina Chinnici rispondendo, venerdì sera a Carpi durante un incontro del ciclo Ne vale la pena, a una domanda di una spettatrice sulla situazione dei magistrati impegnati nel processo sulla trattativa stato-mafia.

L’evento è stato patrocinato dall’assessorato alle Politiche culturale del comune di Carpi. Al centro del dibattito, condotto dal caporedattore di Radio Bruno Pierluigi Senatore, il libro È così lieve il tuo bacio sulla fronte in cui Caterina Chinnici racconta il padre Rocco, giudice istruttore ucciso dalla mafia nel 1983.

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