Menu Chiudi

IL VOTO SPIEGATO – Lotta alla disoccupazione di lungo periodo e giovanile, sostegno alla competitività delle Pmi, contrasto al dumping sociale, strategie per l’efficienza energetica e per la cooperazione regionale nel settore: la plenaria di Strasburgo ripercorsa attraverso il voto di Caterina Chinnici

Per gli eurodeputati italiani, e siciliani in particolare, è stata tra le risoluzioni più dibattute della plenaria del Parlamento Europeo appena conclusasi a Strasburgo. L’accordo di partenariato tra l’UE e gli stati aderenti alla Comunità per lo sviluppo dell’Africa del Sud (Sadc) ha avuto l’ok dall’Assemblea, ma con oltre duecento voti contrari tra cui quello di Caterina Chinnici. Sotto la lente d’ingrandimento soprattutto la possibilità per i paesi dell’Africa meridionale di vendere arance nei mercati europei. “Aiutare i paesi terzi economicamente svantaggiati è una missione importante che l’Unione Europea deve portare avanti – sottolinea l’esponente di S&D – ma ciò va fatto avendo cura di non penalizzare le nostre eccellenze. Nel caso in questione, ho votato contro per tutelare la qualità delle nostre produzioni agrumicole”.

Consistente il pacchetto di provvedimenti adottati per la crescita economica e occupazionale che l’eurodeputata siciliana ha sostenuto col proprio voto. Tra questi, la risoluzione di conferma della decisione del Consiglio dell’UE che indica le linee guida delle politiche per il lavoro, ponendo al centro la lotta alla disoccupazione di lungo periodo e a quella giovanile. “È molto apprezzabile – afferma Caterina Chinnici nella spiegazione di voto depositata – che il testo sottolinei anche la necessità di migliorare la qualità e l’accessibilità dei sistemi educativi degli stati membri. Occorrono ulteriori sforzi per assicurare condizioni di lavoro dignitose e retribuzioni adeguate, per ridurre gli oneri amministrativi alle piccole e medie imprese che desiderano assumere, per incoraggiare l’imprenditoria giovanile, per combattere le discriminazioni che condizionano l’ingresso nel mercato del lavoro”.

Sì anche alla risoluzione che invita la Commissione Europea e i paesi membri ad attuare misure per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, affinché  possano espandere il loro mercato e, conseguentemente, anche la capacità di impiego, “considerato che in base ai dati consolidati del 2014 – evidenzia Caterina Chinnici – assorbono il 67% della forza lavoro in Europa”.

Alla stessa componente del tessuto produttivo è rivolta la risoluzione parlamentare mirata alla diversificazione delle possibilità di finanziamento pubblico e privato per le piccole e medie imprese. “Le Pmi, come del resto le microimprese, dipendono fortemente dai prestiti bancari – dice l’eurodeputata siciliana – e durante la crisi si sono trovate a dover fare i conti con un inasprimento delle richieste di garanzie da parte degli istituti di credito. È necessario fare in modo che la loro scelta non sia limitata al settore bancario. Sta alla Commissione l’importante compito di individuare barriere ingiustificate ed eventuali forme di discriminazioni di cui sono vittime le Pmi”. Voto favorevole anche alla risoluzione che promuove le strategie di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente, “obiettivo per il quale – afferma Caterina Chinnici – va ritenuta necessaria la sinergia tra gli strumenti di finanziamento messi a disposizioni dall’UE”.

Particolarmente significativa la risoluzione sulla lotta al dumping sociale nell’Unione Europea. “La crescente tendenza al lavoro sommerso, all’esternalizzazione e al subappalto, nonché il conseguente aumento del precariato e deterioramento dei livelli di tutela dei lavoratori – ha affermato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto – sono tra le cause primarie delle diseguaglianze economiche e sociali. Il dumping sociale e le altre forme di concorrenza sleale pregiudicano il raggiungimento delle condizioni di lavoro e degli standard sociali garantiti a livello europeo. Ho sostenuto il documento perché pone l’accento sulla supremazia dei diritti fondamentali e sulla volontà di intensificare il dialogo sociale contro queste pratiche. La creazione di un corpo europeo di ispettori del lavoro per investigare su casi di concorrenza sleale e dumping sociale può essere una misura efficace”.

Votate anche la decisione sulle modalità di svolgimento del vertice sociale trilaterale per la crescita e l’occupazione e le due relazioni che tracciano il bilancio dei primi quindici anni d’attuazione della direttiva per la parità in materia occupazionale e dei primi sette anni di applicazione del Feg, il Fondo europeo utilizzato per il reinserimento lavorativo delle persone rimaste senza occupazione in conseguenza dei mutamenti del tessuto economico indotti dalla globalizzazione.

Da impresa e lavoro al binomio energia-ambiente. Via libera dalla plenaria di Strasburgo alla risoluzione sulle strategie dell’UE in materia di riscaldamento e raffreddamento. “Ho sostenuto il documento col mio voto – spiega Caterina Chinnici – perché invita gli stati membri a fare in modo che i consumatori siano più coinvolti nel mercato dell’energia e che, in particolare, intraprendano azioni per controllare il consumo energetico. Bisogna migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre la dipendenza energetica, abbassare i costi per i consumatori e limitare le emissioni, come stabilito nella Cop21 di Parigi”. Sicurezza dell’approvvigionamento energetico, accessibilità dei prezzi finali e sostenibilità sono al centro della risoluzione parlamentare che guarda al nuovo assetto del mercato in questo settore. “Ho votato questa relazione – spiega l’eurodeputata siciliana – perché esorta Commissione e stati membri ad attribuire priorità elevata alle rinnovabili e a puntare sulla cooperazione regionale, che offre importanti orizzonti di risparmio”.

Sì anche alla risoluzione che invita Commissione UE, governi e autorità nazionali a supportare il lavoro della commissione d’inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico e al documento che fissa gli obiettivi principali dell’imminente conferenza delle parti della Cites (in programma a Johannesburg dal 21 settembre al 5 ottobre), a tutela delle specie floristiche e faunistiche a rischio di estinzione.

Via libera, infine, per altre quattro risoluzioni che Caterina Chinnici ha sostenuto col proprio voto. Riguardano il piano strategico di sviluppo per la regione alpina (Eusalp), di cui fanno parte sei regioni italiane, l’applicazione della direttiva sui servizi postali, i requisiti tecnici delle navi adibite alla navigazione interna e l’accordo UE-Svizzera sulla libera circolazione delle persone.

Condividi sui social

News correlate