“Raccogliamo certamente l’invito dell’Europa a portare avanti le riforme per lo sviluppo e a rinnovare, fra l’altro, il sistema della giustizia, ma si tratta di una riforma che dobbiamo fare innanzitutto nell’interesse del nostro paese, per rendere l’Italia più forte e competitiva, e dobbiamo arrivarci attraverso un confronto ampio con tutte le categorie interessate”.
Lo ha affermato ieri sera Caterina Chinnici, europarlamentare del gruppo S&D, durante il convegno su “La riforma della giustizia per la crescita dell’Italia” che si è svolto ad Aci Castello, alla presenza del ministro della Giustizia Andrea Orlando. Al dibattito, promosso dal Pd e da Rifare l’Italia, sono intervenuti anche i deputati nazionali Giuseppe Berretta, componente della commissione Giustizia, e Fausto Raciti, segretario regionale del Pd.
“L’Europa ha più volte richiamato l’Italia a un adeguamento del sistema giudiziario – ha proseguito Caterina Chinnici – ma la nostra motivazione deve essere quella di rendere più efficiente il servizio ai cittadini e combattere disfunzioni che costano molto al nostro paese sul piano economico e sociale. Anzi, le soluzioni normative interne vanno viste come un autorevole contributo che l’Italia può offrire alla costruzione di un’autentica strategia europea della giustizia. Non va trascurato il fatto che i tribunali nazionali, quando applicano il diritto dell’Unione, siano in sostanza tribunali dell’Unione, e ritengo l’Italia, portatrice di una cultura giuridica elevata e riconosciuta, possa assumere un ruolo-guida nel processo di ampliamento dello spazio giuridico comune europeo”.
“Ci sono alcune priorità – ha concluso l’eurodeputata S&D – come per esempio la riduzione della durata dei processi, la riforma della prescrizione in ottica anticorruzione o la specializzazione degli organi giudiziari in materie che hanno diretta incidenza sulla vita delle persone e delle imprese, tutti interventi previsti nei dodici punti del governo, ma al di là di questo è essenziale che il testo finale sia anche il frutto di un confronto più ampio possibile, con la partecipazione attiva e i contributi di tutte le categorie interessate”.

Nel pomeriggio, prima del convegno, Caterina Chinnici ha incontrato, insieme con il ministro Orlando, i capi degli uffici giudiziari presso la casa circondariale di Catania e il consiglio dell’ordine forense etneo nella sede del tribunale.
