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Fondi Pnrr e rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, Caterina Chinnici: “Dal nostro paese contributo forte alle strategie sovranazionali di prevenzione”. La commissione europarlamentare sul Controllo dei bilanci in missione a Roma per approfondire la conoscenza dei metodi di indagine e contrasto utilizzati in Italia.

“La competenza e le avanzate metodologie delle autorità italiane impegnate nel contrasto e nella prevenzione di reati finanziari e frodi sui fondi comunitari, che sono un tipico side-business delle organizzazioni criminali, ha permesso sia di intercettare e perseguire migliaia di illeciti sia, negli ultimi anni, di ridurne l’incidenza in modo significativo. Malgrado l’efficacia dell’azione investigativa e giudiziaria, però, in Italia c’è ancora un consistente numero di casi ad alto impatto, e il rischio di distorsione della destinazione dei fondi UE va considerato particolarmente alto soprattutto in questa fase caratterizzata dall’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’Italia può offrire all’Unione Europea un forte contributo grazie al patrimonio legislativo e all’esperienza di contrasto maturati negli anni, con buone pratiche che costituiscono un riferimento su scala sovranazionale”.

Caterina Chinnici, eurodeputata di S&D e vicepresidente della commissione europarlamentare sul Controllo dei bilanci (Cont), commenta così i risultati della missione istituzionale che tra mercoledì e oggi ha permesso a una delegazione della stessa commissione Cont di dialogare con gli esponenti dei principali organi nazionali attivi nella lotta alla criminalità organizzata e ai reati contro gli interessi finanziari dell’UE.

Un momento della visita della commissione Cont a Roma

Gli incontri, alcuni dei quali con focus specifici dedicati alla sorveglianza sugli appalti del Pnrr e alla lotta alle agromafie, hanno coinvolto il ministero dell’Economia e delle finanze, il ministero delle Politiche agricole, la Commissione parlamentare antimafia, Guardia di finanza, Polizia di Stato, Carabinieri, Direzione nazionale antimafia e rappresentanti di Europol e della Procura europea. “A qualificare ulteriormente l’azione per prevenire le frodi sui fondi UE – aggiunge Caterina Chinnici – sono le attività avviate dalle forze di polizia italiane per anticipare la soglia del controllo attraverso l’analisi di alcuni indicatori di rischio relativi alle imprese e, inoltre, gli specifici protocolli di intesa che gli enti territoriali e locali stipulano con le prefetture. Le sessioni di lavoro hanno riguardato anche il Law Enforcement Forum, di cui l’Italia è capofila. Il forum si occupa di sviluppare strategie comuni da attuare coinvolgendo autorità nazionali e organi dell’UE tra cui anche la Procura europea e le agenzie del settore giustizia e affari interni. In questa e nella scorsa legislatura sono stati compiuti molti passi importanti ma il cammino per armonizzare sempre di più le normative a livello UE va avanti per potenziare la cooperazione tra le autorità degli Stati membri, il contrasto patrimoniale e i sistemi di lotta al riciclaggio di denaro e alla corruzione, metodo di cui la mafia si avvale sempre più spesso. Al riguardo, proprio in questo momento, al Parlamento Europeo è in corso il lavoro per un nuovo pacchetto di norme antiriciclaggio e si attende a giorni dalla Commissione Europea una nuova proposta per estendere e rafforzare l’attuale normativa sulle confische”.

(COM)

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