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IL VOTO SPIEGATO – Ambiente, diritti e sicurezza nel menù della plenaria del Parlamento Europeo svolta la settimana scorsa a Strasburgo

Ambiente, diritti e sicurezza. Sono questi i temi principali su cui il Parlamento Europeo è stato chiamato a deliberare nella settimana di plenaria appena conclusa a Strasburgo.

Tra le deliberazioni sostenute da Caterina Chinnici col proprio voto, quella destinata a modificare la direttiva 2008/98/CE in materia di rifiuti, “un documento che – sottolinea l’eurodeputata di S&D nella propria spiegazione di voto – pone le basi per la transizione da una economia lineare a una economia circolare che, attraverso un riciclaggio di alta qualità, prolunghi il più possibile la vita dei materiali immessi nel sistema economico, coniugando sostenibilità ambientale e sviluppo. È necessario – aggiunge – che gli Stati membri recuperino come materia prima secondaria i rifiuti urbani con elevato valore economico e, al tempo stesso, occorrono campagne educative per limitare e prevenire la produzione di rifiuti. Apprezzabili le misure volte a premiare le imprese che incoraggino il recupero ed il riciclaggio dei propri prodotti alla fine del ciclo di vita”.

Plenaria Strasburgo
L’aula di Strasburgo

Ampia la finestra dedicata dall’assemblea legislativa alla parità di genere, con tre risoluzioni tutte sostenute da Caterina Chinnici. A cominciare dal rapporto annuale sulla parità tra donne e uomini nell´Unione europea, che individua proprio nell’UE il leader mondiale nella protezione dei diritti della donna ma parallelamente sollecita un rafforzamento della strategia di parità. “Le richieste fatte agli Stati membri per combattere gli stereotipi di genere, colmare il divario retributivo e incentivare anche gli uomini a condividere le responsabilità domestiche sono punti fondamentali. Particolarmente importante anche il riferimento alla lotta contro la violenza sulle donne attraverso apposite misure legislative volte a tutelare la donna nell’ambiente web e informatico”.

Sì anche alla risoluzione che affronta più specificamente la questione della parità di trattamento nei settori dell´accesso e della fornitura di beni e servizi e a quella che afferma la necessità di assicurare competenze piene, indipendenza e risorse finanziarie adeguate per tutti gli istituti nazionali per l´uguaglianza di genere. “Le disposizioni del testo – sottolinea l’esponente di S&D – sollecitano anche uno scambio di buone pratiche tra gli Stati per migliorare le politiche di lotta alla discriminazione e alle molestie sessuali sul posto di lavoro e condannano le persistenti discriminazioni nei confronti delle donne in gravidanza”.

Tra tutela dei diritti e sicurezza, luce verde per la risoluzione che riguarda le implicazioni dei Big Data (grandi quantità di dati, anche personali, immagazzinati e trattati con processi automatizzati) in relazione ai diritti fondamentali. “Si tratta di un documento completo – dice Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – che esamina da un lato la necessità di equilibrio tra il diritto alla privacy e le necessità commerciali delle imprese private, e dall´altro le implicazioni dell´uso di tali dati in materia di sicurezza. Bisognerebbe formare quanto più possibile i cittadini sui loro diritti fondamentali nell’era digitale, investendo nell’alfabetizzazione digitale soprattutto per i soggetti più vulnerabili, come i minori. E la risoluzione invoca anche una stretta collaborazione tra il settore pubblico e quello privato, ad esempio per garantire una maggiore protezione dei database da accessi illegali e per evitare qualsiasi attività di profiling, potenzialmente discriminatoria”.

Sicurezza e contrasto al crimine sono gli obiettivi della risoluzione sull’avvio in Grecia dello scambio automatizzato di dati sul DNA. “Appare significativo – afferma l’europarlamentare siciliana – che anche la Grecia, paese in prima linea nella lotta ai trafficanti di esseri umani, possa scambiare informazioni con i database che gestiscono dati biometrici. Questo è importante per contrastare efficacemente i reati transfrontalieri posti in essere dalle organizzazioni criminali”.

Citazione, infine, per la risoluzione in materia di controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi, anche questa votata dall’eurodeputata siciliana.

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