
“Oggi in commissione LIBE, Libertà civili, giustizia e affari interni, abbiamo approvato a larga maggioranza un Parere destinato alla Commissione affari sociali del Parlamento europeo, sulla Strategia dell’UE in favore dei diritti delle persone con disabilità dopo il 2024, con il quale abbiamo chiesto alla Commissione europea di aggiornare l’attuale Strategia europea per il periodo 2025/2030, alla luce delle persistenti difficoltà che incontrano le persone con disabilità nel percorso verso la piena partecipazione alla società. In particolare, nel testo approvato, abbiamo sottolineato la necessità di garantire a tutte le persone con disabilità una vita dignitosa ed indipendente con accesso ai servizi, anche digitali, e ribadito che gli Stati membri devono adottare misure concrete affinché ognuno di loro possa godere, senza discriminazioni, dei diritti civili come, ad esempio, in materia di accesso alla giustizia, o partecipazione ai processi elettorali. Con gli emendamenti da me proposti, e sostenuti da tutti i gruppi politici, sono inoltre riuscita ad inserire nel documento, una particolare attenzione ai diritti dei minori con disabilità, di cui non si tiene sufficientemente conto. Ancora troppi bambini vivono, oggi, in strutture spesso lontani dalle famiglie. È necessario che la Commissione sostenga maggiormente gli Stati membri affinché eliminino le strutture in cui vivono prevedendo, parallelamente, lo sviluppo di reti di assistenza di qualità, basate sulla famiglia, e servizi di sostegno domiciliari di comunità. E soprattutto, dobbiamo far sì che in tutta l’Unione europea ad ogni minore con disabilità sino garantiti i diritti sanciti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: il diritto allo studio, a praticare uno sport e al gioco. Attività fondamentali per contribuire a migliorare il loro benessere fisico, psicologico e sociale, per accrescere sicurezza e autonomia in un’Europa che, in particolare per i più fragili, deve essere più inclusiva e senza barriere”. Lo dichiara l’europarlamentare Caterina Chinnici.