Menu Chiudi

IL VOTO SPIEGATO – Il supporto tecnico dell’UE agli stati membri per i piani di riforma e di investimento in ambito “Next generation EU”, gli aiuti agli indigenti, il report su attuazione della normativa europea e procedure di infrazione, il diritto alla disconnessione digitale, la stretta sui paradisi fiscali: la prima plenaria del 2021 ripercorsa attraverso il voto di Caterina Chinnici

Consulenze agli stati membri per le riforme strutturali e supporto finanziario alla loro fase attuativa. Lo prevede il regolamento votato nella prima plenaria del 2021 dal Parlamento Europeo per istituire uno specifico strumento di sostegno tecnico con il quale l’Unione Europea assisterà le autorità nazionali nella preparazione dei piani di riforma e di investimento legati al programma Next generation EU. I paesi membri che vorranno avvalersene hanno tempo fino al 31 ottobre 2021 per presentare alla Commissione Europea una richiesta di attivazione: concorreranno su una dotazione complessiva di 864 milioni di euro per il periodo 2021-2027.

“La pandemia di Covid-19 ha avuto un impatto drammatico sulle prospettive economiche per gli anni a venire e lo strumento di sostegno tecnico – ha affermato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – potrà contribuire a diminuire le conseguenze di una crisi senza precedenti. Aiuterà le autorità nazionali affinché dispongano delle capacità tecnico-amministrative necessarie per preparare le riforme strutturali e gli investimenti pubblici con cui favorire la crescita economica attraverso il Recovery plan. Il supporto finanziario riguarderà misure socialmente inclusive e alcuni aspetti tecnici legati alla realizzazione delle riforme, tra cui per esempio sviluppo di software o corsi di formazione del personale”.

Una seduta plenaria del Parlamento Europeo

Aiuti per gli indigenti. Nel pacchetto di risoluzioni approvate dall’assemblea legislativa dell’UE per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia Covid-19 rientra la modifica il regolamento (UE) n. 223/2014 per l’introduzione di misure specifiche in aiuto agli indigenti attraverso l’apposito fondo europeo, il FEAD.

“I devastanti effetti diretti e indiretti della pandemia sul tessuto sociale richiedono interventi di contrasto eccezionali e tempestivi – ha commentato l’eurodeputata siciliana di S&D motivando il voto favorevole – e questo in particolare per le persone più vulnerabili a rischio di esclusione. La modifica al regolamento punta a incrementare la disponibilità finanziaria del FEAD, strumento finanziario dell’UE che aiuta annualmente circa 13 milioni di persone cadute in povertà, tra cui almeno 4 milioni di bambini sotto i 15 anni di età. È fondamentale che questo strumento possa disporre di maggiore liquidità per sostenere più efficacemente le fasce più fragili della popolazione con aiuti alimentari e assistenza materiale, anche attraverso buoni o carte elettroniche”.

Diritto alla disconnessione digitale. La plenaria di gennaio ha affrontato anche un particolare risvolto della crisi Covid-19 legato al mondo del lavoro, e lo ha fatto votando una risoluzione che rivolge alla Commissione Europea alcune raccomandazioni sul diritto alla disconnessione digitale. “Il documento chiede alla Commissione di presentare una proposta di direttiva UE che riconosca questo diritto scongiurando il rischio di sanzioni da parte dei datori di lavoro – ha dichiarato Caterina Chinnici – perché il telelavoro imposto dalla pandemia ha portato con sé effetti collaterali sui quali è necessario intervenire. Durante il lock-down un lavoratore su tre ha iniziato a lavorare da casa e dopo mesi di lavoro da remoto molti lavoratori hanno manifestato segnali di isolamento, affaticamento, cedimento e depressione, oltre a dolori muscolari e agli occhi. Alcuni studi hanno inoltre dimostrato come il telelavoro abbia fatto sfumare il confine tra vita professionale e vita privata e inoltre raddoppiare le probabilità di lavorare più del massimo di 48 ore settimanali stabilito dal diritto europeo. Nell’UE il diritto alla disconnessione è riconosciuto, in forme diverse, solo da Italia, Francia, Belgio, Germania e Spagna. È indispensabile un quadro legale europeo per garantire a tutti i lavoratori in Europa il diritto a riposo, ferie e altri tipi di congedo”.

Accesso a un alloggio dignitoso. Ancora lo scenario della crisi Covid ispira una risoluzione sull’accesso a un alloggio dignitoso a prezzi abbordabili per tutti, testo con cui il Parlamento ha, fra l’altro, affermato  la necessità che sia garantita la fruizione dell’edilizia popolare alle persone, sempre più numerose, che nel territorio dell’Unione si trovano ad affrontare scarsa disponibilità economica e costi di alloggio sempre più insostenibili, come testimonia l’aumento percentuale delle persone senza dimora nell’ultimo decennio. La pandemia di Covid-19 ha aggravato il contesto di insicurezza abitativa e le precarie situazioni in cui versano molte persone. Poter vivere in una casa in sicurezza e dignità costituisce un diritto fondamentale che l’UE e i gli Stati membri hanno l’obbligo di garantire. Il concetto di edilizia sociale assume quindi una prospettiva più ampia, volta a migliorare le condizioni di vita delle persone: vuol dire investire anche nelle strutture ricreative e sportive di quartiere, nei centri comunitari e negli spazi verdi, includendo i criteri di sostenibilità dell’edilizia sociale verde”.

Strategia UE per la parità di genere. Via libera poi alla risoluzione sulla strategia dell’UE per la parità di genere, che l’assemblea legislativa dell’UE considera positiva nel complesso ma da migliorare nella specificità degli obiettivi. “La violenza contro le donne in tutte le sue forme, fisica, psicologica, domestica, sul luogo di lavoro, online, non è stata ancora estirpata – sottolinea Caterina Chinnici, che ha votato a favore del provvedimento – e occorre quindi sostenere le misure che la Commissione intende proporre nel 2021 nei confronti di quegli stati membri dell’Unione che continuano a bloccare la ratifica della Convenzione di Istanbul. Per colmare inoltre il persistente gap retributivo di genere, la Commissione dovrebbe presentare quanto prima misure vincolanti in materia di trasparenza salariale, e gli Stati membri dovrebbero tenere in considerazione le esigenze delle donne nella fase di distribuzione dei fondi nell’ambito dello strumento per la ripresa Next generation EU. Deve essere data concreta applicazione al principio di non discriminazione nei confronti delle donne sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione”.

Quanto è attuato il diritto dell’UE? Con una risoluzione al cui testo Caterina Chinnici ha lavorato come relatore per il gruppo S&D la plenaria ha approvato il report di verifica sull’applicazione del diritto dell’Unione europea da parte degli stati membri nel triennio 2017-2018-2019. “Il documento – spiega l’eurodeputata siciliana – offre anche una panoramica delle procedure di infrazione aperte dalla Commissione in caso di tardivo o cattivo recepimento delle norme UE. Nel 2019 le nuove procedure di infrazione sono state 797, con un aumento di oltre il 20% rispetto al 2018, per un totale di 1564 infrazioni aperte che riguardano prevalentemente ambiente, mercato interno, industria, piccole e medie imprese, mobilità e trasporti. Occorre migliorare l’applicazione della normativa europea, che può risultare realmente efficace solo se negli stati membri viene eseguita correttamente e nei tempi previsti. Attraverso alcuni emendamenti da me proposti la relazione esprime, fra l’altro, preoccupazione per il carente recepimento della normativa sul pilastro europeo dei diritti sociali e sull’accessibilità a beni e servizi per i disabili”.

Mandato d’arresto europeo. L’aula ha approvato una risoluzione sull’attuazione del mandato d’arresto europeo e delle procedure di consegna tra stati membri. “Il mandato d’arresto europeo è un pilastro della cooperazione giudiziaria in materia penale – ha sottolineato Caterina Chinnici illustrando il proprio voto a favore del documento – e a sua volta la cooperazione giudiziaria è essenziale per la realizzazione dello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia, oltre che per il contrasto a una criminalità organizzata sempre più transnazionale. A diciassette anni dalla sua introduzione il mandato d’arresto europeo rappresenta, complessivamente, un successo. Va però rafforzato e migliorato sotto i profili della proporzionalità, delle condizioni detentive, delle garanzie procedurali. Occorre per esempio garantire certezza giuridica a tutti gli attori coinvolti nella sua applicazione, attuare la giurisprudenza della Corte di giustizia, mettere a disposizione di Eurojust risorse adeguate, assicurare il rispetto di diritti e garanzie di indagati e imputati”.

Politica comune di sicurezza e di difesa. In una risoluzione sull’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune (report 2020) il Parlamento ha indicato come valorizzare meglio questo istituto, nato nel 1993 per rafforzare la sicurezza e la stabilità internazionale. “Nel testo approvato – spiega Caterina Chinnici, che ha votato a favore – si sottolinea come in questo settore l’UE non sia ancora all’altezza del proprio potenziale. Servirebbe un dibattito urgente sull’opportunità di passare dal voto all’unanimità al voto a maggioranza qualificata per le decisioni in questo campo. Si propone inoltre di rafforzare il partenariato con le Nazioni Unite e la NATO, di approfondire la cooperazione con organizzazioni come il Consiglio d’Europa, l’OSCE, l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN), l’Unione africana, l’Organizzazione degli Stati americani (OSA), la Lega degli Stati arabi, la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici (CELAC) e il Mercosur. Una politica estera comune più forte e più ambiziosa è la chiave per affrontare le sfide geopolitiche globali”.

Criteri più severi per la lista nera dei paradisi fiscali. La plenaria ha chiesto che siano resi più stringenti ed efficaci i criteri per redigere la lista nera UE dei paradisi fiscali, ritenendo sostanzialmente ingiustificata la rimozione dall’elenco di alcuni paesi che hanno apportato modifiche soltanto simboliche ai propri sistemi tributari. Caterina Chinnici, che con il voto ha sostenuto il provvedimento, sottolinea che “l’esistenza di giurisdizioni fiscali non cooperative comporta gravi perdite finanziarie per gli stati membri dell’UE, sottraendo risorse ai bilanci nazionali e ostacolando l’azione dei governi”.

“Il costo dell’elusione dell’imposta sulle società – aggiunge l’eurodeputata di S&D – è attualmente stimato in 500 miliardi di dollari all’anno, una riduzione del gettito fiscale particolarmente problematica nel contesto dell’attuale crisi sanitaria, sociale ed economica. La lista europea dei paradisi fiscali è quindi fondamentale per affrontare la concorrenza fiscale dannosa e incoraggiare i paesi terzi a rispettare gli standard internazionali. Alcuni tra i maggiori paradisi fiscali sono riusciti ad eludere i controlli e l’Unione Europea, a causa del trasferimento degli utili verso paradisi fiscali, perde ogni anno circa il 20% del proprio gettito fiscale proveniente dalle imprese. I criteri per la stesura della lista vanno riformati e resi più trasparenti, anche per un’efficace lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo”.

Anno europeo del patrimonio culturale. Il Parlamento Europeo, infine, ha approvato una risoluzione sulla possibilità di garantire un’eredità politica efficace all’Anno europeo del patrimonio culturale. “Il testo, che ho sostenuto – dice Caterina Chinnici – propone di dare un seguito allo slancio nato dall’Anno Europeo del Patrimonio Culturale del 2018. Si invita la Commissione Europea ad assumere un approccio integrato verso il patrimonio culturale in tutte le sue forme, tangibile, intangibile, naturale e digitale. Sarà importante una stretta sinergia tra stati membri per realizzare progetti come l’accesso decentralizzato alla Casa della storia europea attraverso tour digitali o la creazione di un portale unico dell’UE, “Know Europe”, che raccolga tutte le informazioni sui finanziamenti al settore”.

TUTTI I TESTI APPROVATI (LINK):

19 gennaio 2021

20 gennaio 2021

21 gennaio 2021

Condividi sui social

News correlate