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IL VOTO SPIEGATO – Più chance occupazionali con la riforma della rete Eures, la richiesta di cessate il fuoco contro la crisi umanitaria nello Yemen, il plauso al Mediatore europeo: le spiegazioni di voto depositate da Caterina Chinnici durante la mini-plenaria di questa settimana a Bruxelles

“La rete Eures ha contribuito a realizzare la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione Europea e ha dato a molte persone la possibilità di trovare occupazione. Le nuove necessità del mercato del lavoro e la crescente richiesta, dimostrata dal passaggio del numero degli iscritti al portale da 175mila a oltre un milione nel periodo 2007-2013, non sono state però seguite da una crescita della mobilità lavorativa. Una modifica del sistema era necessaria e l’ampliamento della rete di partenariato sia locale che transnazionale prevista nel nuovo regolamento incrementa le chance di far incontrare domanda e offerta di lavoro, con estensione anche a stagisti e tirocinanti, cioè ai più giovani”.

Così, durante la mini-plenaria del Parlamento Europeo tenuta questa settimana a Bruxelles, l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici ha illustrato il proprio voto a sostegno della riforma del regolamento che disciplina la rete Eures, approvata dall’Assemblea con l’obiettivo di migliorare i servizi.

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Voto favorevole dall’europarlamentare siciliana anche sulla risoluzione relativa alla crisi umanitaria nello Yemen, con la quale il Parlamento Europeo ha chiesto il cessate il fuoco e l’avvio da parte della Commissione Europea di un’azione mirata a imporre un embargo sulla fornitura di armi nei confronti dell’Arabia Saudita.

“Lo Yemen è il paese più povero della Penisola Arabica, col 47% della popolazione al di sotto della soglia di povertà – sottolinea Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto – e il conflitto in atto aggrava la già precaria condizione del paese, provocando ingenti flussi di migrazione interna e un forte aumento dei prezzi dei beni di prima necessità. Come spesso accade in questi casi, i minori appaiono gli individui più colpiti, con gravi ricadute sull’accesso all’istruzione e, come evidenziato da Unicef, con la chiusura di molti ospedali che fornivano assistenza sanitaria primaria ai bambini”.

Un plauso “al nuovo assetto organizzativo e alla nomina di un coordinatore delle indagini”, infine, per spiegare il sì alla risoluzione parlamentare sulla relazione annuale del Mediatore europeo, al quale possono rivolgersi cittadini e imprese nei casi di cattiva amministrazione da parte di un’istituzione o di una agenzia europea, o anche nei casi di violazione dei diritti fondamentali.

“Il Mediatore, dotato del potere di avviare indagini strategiche di propria iniziativa, ha assunto in venti anni di attività un’importanza sempre maggiore – dice Caterina Chinnici – permettendo di migliorare l’accesso ai documenti comunitari e, per esempio, di rendere fruibili per un’ampia platea le informazioni sui negoziati per il Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP)”.

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