“Il nuovo sistema hotspot non ha finora avuto l’effetto di rafforzare la tutela dei diritti fondamentali dei migranti nelle fasi dell’accoglienza e della registrazione. L’enorme numero di arrivi espone inevitabilmente l’organizzazione e le strutture a malfunzionamenti. Deve essere tuttavia riconosciuto il grande sforzo che l’Italia ha fatto e continua a fare per dare sostegno a queste persone, e in particolar modo ai minori non accompagnati”. L’intervento di Caterina Chinnici in commissione Libe durante la presentazione del report di Amnesty International sugli hotspot operativi in Italia. L’eurodeputata siciliana è anche tornata a invocare una nuova disciplina che dia la possibilità di presentare le richieste d’asilo in qualunque paese dell’UE e non per forza in quello del primo arrivo.
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