“La protezione degli interessi finanziari dell’Unione europea deve sempre essere una priorità politica. Come mostrano le statistiche, i risultati dell’ufficio europeo antifrodi migliorano di anno in anno, le indagini sono sempre più numerose e le raccomandazioni vengono emesse in tempi sempre più rapidi, ma la percentuale di fondi spesi illegittimamente e non recuperati è ancora molto alta e non bisogna, quindi, abbassare la guardia. Per un ulteriore salto di qualità nella lotta ai cosiddetti reati Pif considero necessario, fra l’altro, che si istituisca al più presto la Procura europea, dotandola di quell’indipendenza e di quella rapidità decisionale necessarie perché possa svolgere in modo efficiente la sua funzione primaria: tutelare gli interessi finanziari dell’Unione e, di fatto, garantire l’uso corretto del denaro dei contribuenti”.
Lo ha detto l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici questo pomeriggio, durante la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, intervenendo nel dibattito sulla relazione annuale relativa alla tutela degli interessi finanziari dell’UE e al contrasto alle frodi.

Intanto l’iter per la costituzione della Procura europea ha compiuto ieri sera un nuovo passo in avanti, a supporto del negoziato in corso all’interno del Consiglio dell’Unione europea. La commissione Libe, di cui Caterina Chinnici è componente, ha infatti approvato il rapporto intermedio contenente le indicazioni del Parlamento e alcune “linee rosse” ritenute invalicabili.
“Il rapporto – commenta Caterina Chinnici – contiene molti elementi positivi, per esempio in tema di trasparenza della procedura di nomina del capo dell’ufficio e dei suoi vice, di libera circolazione delle prove raccolte nei paesi membri, di indipendenza della procura da qualunque influenza politica da parte dei paesi membri o dell’amministrazione UE. Su un punto, tuttavia, si poteva essere più incisivi, ed è quello della competenza. Nella configurazione prospettata risulterebbe concorrente con quella delle procure nazionali, ma sarebbe fondamentale attribuire alla Procura europea competenza esclusiva sui reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione per evitare che l’ufficio, una volta istituito, si ritrovi a indagare parallelamente alle autorità giudiziarie nazionali sugli stessi fatti di reato”.