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Immigrazione, Caterina Chinnici: “La strada per una politica unitaria è già indicata dai trattati, basta attuarne i principi. Si acceleri per il sistema comune di asilo”.

“In materia di immigrazione occorre attuare sul serio e senza altri ritardi i principi basilari di solidarietà, in tutti i sensi, e di condivisione della responsabilità tra gli stati membri. Bisogna intensificare il lavoro in commissione Libe per arrivare al più presto, insieme alla Commissione Europea e al Consiglio dell’UE, all’adozione di misure concrete che possano rappresentare una vera risposta a medio e a lungo termine, riponendo queste aspettative anche nell’agenda europea sulla migrazione su cui l’esecutivo UE ha già avviato i lavori”.

A lanciare l’appello è l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici, che così si è espressa in commissione Libe durante lo scambio di opinioni con il commissario europeo con delega per l’immigrazione, Dimitris Avramopoulos.

“La sfida, ormai ineludibile, di costruire un’autentica e incisiva politica unitaria europea in tema di immigrazione è certamente impegnativa – afferma l’europarlamentare siciliana – ma in larga parte la strada è già tracciata dallo statuto dell’UE, in particolare dagli articoli 78, 79 e 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione secondo cui le politiche relative ai controlli alle frontiere, all’asilo e all’immigrazione devono essere improntate a solidarietà ed equa ripartizione della responsabilità tra gli stati membri, anche sul piano finanziario”.

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Caterina Chinnici la settimana scorsa al centro di primo soccorso per migranti a Pozzallo mentre dialoga con un’operatrice di Medici senza frontiere

“Sono sempre le norme dei trattati – aggiunge – a prevedere sia l’istituzione di un sistema europeo comune di asilo, con uno status uniforme per i cittadini di paesi terzi valido in tutta l’Unione e una revisione del regolamento di Dublino, sia l’equo trattamento dei migranti, il rafforzamento della lotta alle organizzazioni di trafficanti e il contrasto all’immigrazione illegale, obiettivo raggiungibile solo creando canali legali di ingresso in Europa e affrontando attraverso azioni di politica estera le cause delle migrazioni”.

“I numeri, quelli dello scorso anno, con 280 mila arrivi di migranti irregolari in UE, cioè il 155 percento in più rispetto al 2013, ma anche quelli del 2015 e dei giorni scorsi – conclude Caterina Chinnici – raccontano di un’emergenza cronica, di un fenomeno progressivo e, inoltre, di tantissime vite da salvare in mare, un imperativo umanitario di cui finora si è fatta carico quasi esclusivamente l’Italia attraverso la propria Marina. Un fardello enorme che l’Italia sta portando per conto dell’Europa, come osservato proprio ieri dal portavoce Onu, ma che, invece, richiede una presa in carico condivisa da parte degli stati membri”.

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