Sviluppare una nuova agenda dell’Unione Europea, con azioni interne e oltre i confini UE, per garantire i diritti dei miliardi di minori che vivono nel mondo, tra cui oltre cento milioni nel solo territorio europeo. È la proposta che l’Intergruppo per i diritti dei minori del Parlamento Europeo, co-presieduto da Caterina Chinnici e Anna Maria Corazza Bildt e supportato dall’Unicef, ha rivolto oggi alla Commissione Europea con una dichiarazione congiunta al termine di una riunione tenuta a Strasburgo.
“Sia nel nostro continente che fuori – sottolinea Caterina Chinnici – le crisi, i conflitti e le tragedie legate alle migrazioni causano gravi sofferenze ai più piccoli, che sono i soggetti più fragili e vulnerabili. Con il documento condiviso oggi nell’Intergruppo affermiamo l’urgenza di agire a livello europeo per assicurare ai bambini, europei e non, migliori condizioni di vita attraverso una vera e propria roadmap da innestare sulla strategia esistente, per combattere le varie forme di violenza, sfruttamento e discriminazione così come per promuovere l’inclusione sociale. Si tratta di orizzonti indicati dai trattati europei e dalla Carta dei diritti fondamentali e che oggi si presentano come una sfida nuova alla quale occorre dare risposte nuove, in chiave normativa, culturale e operativa al tempo stesso. Per questo abbiamo anche rinnovato le esortazioni già espresse sia dal Parlamento Europeo, in occasione del 25° anniversario della convenzione Onu nel novembre scorso, sia dalla rete del Gruppo d’azione per i diritti dei minori. Per parte nostra, siamo sempre pronti a continuare a lavorare in collaborazione con la Commissione”.

In settimana Caterina Chinnici ha anche presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea sui minori non accompagnati. “Sono sempre più numerosi quelli che scompaiono – scrive l’eurodeputata di S&D – e che, conseguentemente, sono esposti a rischi di varia natura, dall’essere sfruttati sessualmente o per traffico di organi all’essere reclutati nel crimine organizzato o nelle reti terroristiche. È un problema con implicazioni trasfrontaliere che va affrontato come tale, per esempio superando le lacune nella condivisione di informazioni tra nazioni”. In particolare, Caterina Chinnici chiede all’esecutivo comunitario di chiarire la possibilità di utilizzare a tal fine i sistemi d’informazione europei, anche alla luce delle norme istitutive di Europol, e di riferire sull’applicazione del sistema dell’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) previsto nel programma di lavoro 2012 proprio per il monitoraggio e lo scambio di informazioni sui minori non accompagnati.