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Lotta alla pedopornografia online, stamattina meeting a Bruxelles e presentazione del report di EuroIspa. Caterina Chinnici: “Buoni risultati dalle hotline cofinanziate UE, ma servono ulteriori sforzi perchè i criminali affinano i mezzi anti-detecting”

Lo stato d’attuazione della direttiva europea 2011/92/EU contro abuso e sfruttamento sessuale dei minori, la lotta alla pedopornografia nel web, le strategie per potenziarla anche attraverso nuove misure legislative.

Se ne è parlato oggi nel palazzo del Parlamento Europeo a Bruxelles durante il meeting Towards a safer Internet for Children, promosso dalla co-presidente dell’intergruppo parlamentare sui diritti dei minori Caterina Chinnici insieme con l’altra co-presidente, Anna Maria Corazza Bildt. Presenti anche Timothy Kirkhope, componente dell’intergruppo, Birgit Sippel, coordinatrice S&D in commissione Libe, e alti funzionari della Commissione Europea.

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Al centro dell’incontro il report realizzato dalla divisione europea di Ispa, la maggiore associazione di fornitori di servizi internet al mondo con oltre 2300 provider rappresentati. I risultati sono stati illustrati dal presidente di EuroIspa, Oliver Süme, e dal vicepresidente della commissione EuroIspA per la sicurezza in Internet, Paul Durrant.

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“La lotta alla pedopornografia online e allo sfruttamento sessuale di minori attraverso i canali web è di cruciale importanza per noi – afferma Caterina Chinnici – ed è necessario moltiplicare gli sforzi perché se da un lato tutti i paesi membri hanno inasprito le normative per mettere fuorilegge queste pratiche, dall’altro i criminali affinano continuamente i sistemi per aggirare i controlli in rete. Occorre quindi migliorare alcuni aspetti della strategia di contrasto e, al tempo stesso, continuare a puntare sulle hotline europee co-finanziate dall’UE per l’individuazione dei casi, uno strumento che ha favorito le segnalazioni alle autorità competenti e la rapida rimozione di molti contenuti vietati. L’opportunità di proseguire la collaborazione con EuroIspa è stata valutata da tutti positivamente”.

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Il report mette in evidenza che nel 2014 il 98% delle segnalazioni verificate è stato inoltrato alle autorità di polizia entro 24 ore e che il 93% del materiale pedopornografico accertato in rete è stato rimosso entro le 72 ore. Il principale fattore critico, su scala internazionale, è individuato nello scarso livello di coordinamento dei processi di notifica, e nel report sono considerate necessarie nuove misure legislative per superare le barriere che rallentano la trasmissione di avvisi tra hotline e Internet provider. Inoltre, il “taglio” dei contenuti già all’atto del caricamento in rete secondo apposite hash-list, piuttosto che il blocco successivo di quanto già pubblicato, viene indicato come l’unico mezzo per prevenire realmente la proliferazione del materiale pedopornografico nel web.

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