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Misure in aiuto di Italia e Grecia in materia di protezione internazionale, Caterina Chinnici: “No alla sospensione dei ricollocamenti per mancato rispetto dei tempi, colpirebbe i richiedenti asilo”

No ad abbassamenti di tutela per i minori, no alla sospensione del ricollocamento come sanzione per mancato rispetto dei tempi, sì alla fissazione di un termine per la conclusione dell’intera procedura con decorrenza dall’arrivo del migrante in territorio UE.

Sono alcuni degli emendamenti presentati da Caterina Chinnici al testo della “Proposta di decisione del Consiglio dell’UE che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a favore dell’Italia e della Grecia”. L’eurodeputata di S&D li ha illustrati questo pomeriggio intervenendo al dibattito congiunto svolto in commissione Libe. Il voto è in calendario per domani. Il provvedimento è quello per il ricollocamento in altri paesi europei di una parte delle persone richiedenti protezione internazionale che arrivano in Italia e in Grecia (40 mila in due anni, nella proposta della Commissione Europea), in attuazione dell’Agenda europea sull’immigrazione e delle misure presentate dall’esecutivo UE il 27 maggio scorso.

“Quello proposto è sicuramente un meccanismo di emergenza – ha osservato Caterina Chinnici – però ha un significato importante perché credo che per la prima volta si affronti veramente con approccio europeo di solidarietà e di responsabilità un problema comune a tutti paesi membri dell’UE”.

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L’eurodeputata siciliana ha quindi illustrato alcuni emendamenti da lei presentati “per rafforzare ulteriormente la proposta”. Uno punta all’inserimento di una specifica disposizione sui minori, affinché sia precisato che “il nuovo meccanismo di ricollocamento non dovrà in alcun modo comportare una diminuzione di tutela per i minori rispetto al quadro derivante dalla sentenza della Corte di Giustizia del giugno 2013 sul regolamento di Dublino”, cioè quella che afferma l’inderogabilità del superiore interesse del minore.

Un altro emendamento presentato da Caterina Chinnici punta invece a eliminare la sospensione del ricollocamento come sanzione prevista nei confronti dell’Italia o della Grecia nel caso in cui non dovessero rispettare un’apposita tabella di marcia per il miglioramento dei sistemi in materia di asilo e di prima accoglienza. “Condivido l’esigenza di migliorare i tempi e le procedure di accoglienza in Italia, in Grecia e ovviamente in tutti i paesi – ha spiegato Caterina Chinnici – ma una sanzione del genere, oltre a colpire due stati membri che sopportano già un carico enorme, finirebbe per danneggiare quei soggetti che cerchiamo di proteggere, cioè i richiedenti asilo”.

“Credo che per tutelare davvero i richiedenti asilo – ha concluso – occorrerebbe fissare un termine per la conclusione dell’intera procedura, facendolo decorrere dal momento in cui i diretti interessati arrivano in Italia o in Grecia, in aggiunta al già previsto termine di un mese decorrente da quando il richiedente asilo è individuato come persona da ricollocare”.

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