La Commissione Europea valuti se le misure adottate dall’Ungheria nei confronti dei rifugiati sono compatibili con i principi dell’UE in materia di diritti umani e con le vigenti norme sull’accoglienza dei profughi e sulla gestione delle richieste di protezione internazionale.
È la richiesta contenuta in un’interrogazione prioritaria inoltrata all’esecutivo dell’Unione Europea e di cui è co-firmataria l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici, componente della commissione Libertà civili (Libe).
L’atto ispettivo sollecita, in particolare, una verifica sulle norme con le quali, alcune settimane fa, il governo magiaro ha introdotto pene detentive da tre a cinque anni per chi attraversi illegalmente il confine del Paese, e anche sulla facoltà, attribuita alle forze dell’ordine, di perquisire abitazioni private senza mandato giudiziario.
“L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati ha già affermato che i provvedimenti in questione violano gli obblighi in tema di rispetto dei diritti della persona – osserva Caterina Chinnici – e, alla luce dei recenti fatti, ritengo sia necessario un accertamento formale da parte della Commissione per stabilire non soltanto se in Ungheria sia in atto una violazione dei diritti fondamentali garantiti dall’articolo 3 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo, ma anche se risulti disattesa la normativa UE su asilo e accoglienza. Il riferimento è, in particolare, alla direttiva 2013/32/UE sulle procedure ma, soprattutto, alla 2013/33/UE, in base alla quale nessuno può essere trattenuto per il solo fatto di chiedere protezione internazionale o senza che siano state debitamente considerate le possibili soluzioni non detentive. La direttiva 33 – aggiunge Caterina Chinnici – prevede inoltre garanzie rafforzate per le categorie vulnerabili, per esempio i disabili, gli anziani, le donne in gravidanza e, ovviamente, i minori, e afferma fra l’altro che ai minori non accompagnati deve essere garantita l’accoglienza presso famiglie affidatarie o, in mancanza, presso appositi centri attrezzati, con servizi educativi e adeguate cure. Appare opportuno verificare se queste disposizioni risultino attuate o disattese in Ungheria”.
Insieme con Caterina Chinnici firmano l’interrogazione gli altri eurodeputati di S&D Silvia Costa, Patrizia Toia, Nicola Danti, Flavio Zanonato, David Sassoli, Goffredo Bettini, Pier Antonio Panzeri e Cécile Kyenge.
