“I nuovi strumenti previsti dalla politica di coesione dell’UE 2014-2020 per lo sviluppo urbano sostenibile, cioè lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) e gli investimenti territoriali integrati (ITI), sono estremamente importanti per affrontare le sfide sociali, demografiche, economiche e ambientali ma richiedono competenze specifiche spesso non presenti nelle amministrazioni, soprattutto se di piccole dimensioni. In Italia le regioni interessate sono quelle del sud, dove a ciò si aggiunge la difficoltà di programmare integrando le risorse finanziarie previste dai diversi fondi strutturali e di investimento. Occorre quindi agire sulla semplificazione, anche al fine di ridurre i costi amministrativi, e spero che il gruppo di esperti creato dalla Commissione Europea possa presto fornire indicazioni utili in questo senso”.
Così, durante la scorsa plenaria del Parlamento Europeo svolta a Strasburgo, Caterina Chinnci ha illustrato il proprio voto a favore della risoluzione sui nuovi strumenti di sviluppo territoriale approvata dall’assemblea.

Politica di coesione al centro anche di altre due risoluzioni approvate dall’eurocamera e sostenute da Caterina Chinnici col proprio voto. Con la prima si chiede alla Commissione Europea di elaborare un’agenda per limitare e colmare gli svantaggi territoriali delle regioni montane. “L’esigenza – sottolinea l’europarlamentare di S&D nella spiegazione di voto – è avere una strategia specifica che sappia tenere conto, anche adattando i fondi strutturali e di investimento europei nel prossimo periodo di programmazione, delle carenze di accessibilità, infrastrutture, connettività e risorse umane in queste aree”.
L’argomento è declinato in chiave più generale nell’altra risoluzione, quella approvata con l’obiettivo di imprimere un’accelerazione all’intera politica di coesione dell’UE. “La crisi economica sta provocando molti problemi di liquidità negli stati membri e nelle regioni – dice Caterina Chinnici – e se a ciò si aggiungono i vincoli del patto di stabilità il rischio è compromettere l’uso dei fondi e i vantaggi che potrebbero trarne le imprese e i territori. Abbiamo voluto lanciare una richiesta alla Commissione Europea affinché avvii un dialogo permanente con gli stati membri per rendere massima la flessibilità in relazione agli investimenti per la crescita e l’occupazione”.
Via libera dalla plenaria di Strasburgo anche all’aggiornamento del regolamento sul quadro statistico comunitario in materia bilancia dei pagamenti, scambi internazionali di servizi e investimenti diretti all’estero. “Le statistiche sono uno strumento fondamentale ai fini delle decisioni in materia di politica economica – afferma l’eurodeputata siciliana nella spiegazione di voto – e dalla loro affidabilità dipende, fra l’altro, la capacità di anticipare l’emergere di nuove crisi finanziarie nel futuro. Con questo provvedimento si introducono misure finalizzate a migliorare e rendere più trasparenti le statistiche a livello europeo, che così permetteranno anche di comprendere meglio l’impatto degli investimenti diretti sull’occupazione”.