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L’intesa interistituzionale sui minori migranti presentata oggi a Palermo, Caterina Chinnici: “Dall’Italia altro segnale importante, ora una strategia UE”

“Con il protocollo interistituzionale siglato oggi a Palermo parte dall’Italia un altro importante segnale di attenzione nei confronti dei minori migranti soli, a pochi giorni dal voto con cui la Camera dei Deputati ha approvato il testo della legge sull’accoglienza, ora al vaglio del Senato. La Sicilia, in particolare, ha sempre dato grande prova generosità e di maturità fin dall’inizio della crisi migratoria. È tempo che anche l’Unione Europea metta in atto una specifica strategia per dare concreta attuazione al principio del superiore interesse del minore affermato dalla convenzione Onu sui diritti del fanciullo, perché sui minori non sono ammissibili quei deficit di solidarietà ai quali purtroppo ancora assistiamo in tema di politiche migratorie”.

Così l’eurodeputata siciliana di S&D Caterina Chinnici, co-presidente e fondatrice dell’intergruppo del Parlamento Europeo per i diritti dei minori, commenta l’intesa presentata oggi presso la Prefettura del capoluogo siciliano dai soggetti istituzionali coinvolti nella presa in carico dei minori.

Caterina Chinnici PE

“Per dare assistenza e sostegno adeguati ai minori – aggiunge Caterina Chinnici – è fondamentale intervenire con approccio personalizzato, tenendo conto delle specifiche esigenze di ciascuno di loro, anche in ragione dell’età. Utile anche il ricorso a operatori volontari, purché adeguatamente formati e selezionati”.

“Da tempo – conclude l’eurodeputata di S&D – chiediamo alla Commissione Europea di attivare con urgenza un sistema di tutela dei minori che non discrimini in base allo status di migrante, che garantisca indistintamente a tutti i bambini, in ogni momento e luogo, l’effettivo godimento dei diritti loro riconosciuti dalle norme internazionali, e in questo senso l’intergruppo per i minori ha lanciato, in collaborazione con Unicef, un decalogo rivolto agli operatori degli hotspot. Ciò che l’Italia sta facendo rappresenta anche un contributo significativo al dibattito europeo”.

(COM)

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