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Riprendere i negoziati sulla direttiva antifrodi, accelerare l’istituzione della Procura europea, potenziare la cooperazione e il ruolo dei whistle-blowers: le richieste della commissione Libe nel parere curato da Caterina Chinnici come relatore principale

Pubblicazione del report sulla lotta alla corruzione che era atteso per inizio 2016; ripresa dei negoziati sulla direttiva per la protezione degli interessi finanziari dell’Unione (Pif) e inclusione delle frodi Iva nel suo campo di applicazione; definizione del regolamento sulla Procura Europea per accelerarne l’istituzione, assicurando un efficace coordinamento con Europol, Eurojust e l’ufficio antifrodi (Olaf); cooperazione e scambio di informazioni costanti tra le autorità degli stati membri e le agenzie dell’UE; creazione di un sistema europeo di protezione per gli informatori (c.d. whistle-blowers) che contribuiscono alla lotta contro le frodi.

Sono le richieste rivolte dalla commissione Libe del Parlamento Europeo alla Commissione Europea e al Consiglio dell’UE, per le rispettive competenze, attraverso il parere approvato a larga maggioranza sulla relazione 2015 in materia di tutela degli interessi finanziari dell’UE e strategia antifrodi. L’elaborazione del documento, passato con alcuni emendamenti di compromesso, è stata coordinata da Caterina Chinnici in qualità di relatore principale.

Caterina Chinnici 12

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