– “Adottare azioni specifiche per tutelare i diritti dei tanti minori non accompagnati che sbarcano sulle coste del sud Europa al termine dei cosiddetti viaggi della speranza”.
È la richiesta avanzata stamattina a Bruxelles da Caterina Chinnici durante l’audizione dei vertici della Task Force Mediterranean dinanzi alla commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni) del Parlamento europeo, della quale l’eurodeputato S&D fa parte. Il dibattito si è svolto nel quadro del ciclo di incontri introdotto ieri dall’intervento del commissario europeo per gli affari interni Cecilia Malmstrom, che aveva parlato dell’attività di Frontex nel Mediterraneo. L’argomento è stato oggetto di ulteriore approfondimento oggi, sempre in commissione Libe, con l’audizione del direttore esecutivo dell’agenzia.

“Quello dei minori che intraprendono i viaggi senza i genitori o che li perdono durante le traversate è un dramma nel dramma – ha detto Caterina Chinnici – e credo che occorra una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti gli stati membri perché questa è una responsabilità dell’Unione, così come lo è la gestione complessiva dei flussi migratori e delle relative emergenze umanitarie. L’Italia, paese su cui grava la maggiore pressione migratoria, ha affiancato all’azione delle istituzioni un forte impegno del volontariato, come testimonia l’accoglienza offerta da numerose famiglie di Lampedusa e di altre città, ma è chiaro che le proporzioni ormai assunte dal fenomeno impongono un approccio solidale e una presa in carico da parte dell’UE”.
L’europarlamentare S&D ha anche chiesto di sapere quanti siano i minori extracomunitari non accompagnati giunti in territorio UE. I vertici della Task Force Mediterranean, nel dirsi concordi sulla necessità di interventi mirati a tutela dei giovani e dei bambini immigrati senza famiglia, hanno risposto che mancano stime specifiche ma che, in riferimento all’Italia, risultano 14mila minori su circa 80mila persone finora sbarcate nel corso del 2014.
Le audizioni in commissione Libe sono andate avanti poi con la presentazione dei report annuali in tema di diritti umani fondamentali ad opera dei rappresentanti della Commissione Europea, dell’Agenzia per i diritti fondamentali e del Consiglio d’Europa.
