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Bruxelles, stamattina in commissione Libe il dibattito con Rosy Bindi sulla lotta alla criminalità organizzata. Caterina Chinnici: “Potenziare l’attacco ai patrimoni illeciti nel territorio dell’Unione”

Rendere più incisivo l’attacco ai patrimoni illeciti in tutto il territorio dell’Unione Europea attraverso l’applicazione della normativa comunitaria esistente e il suo ulteriore ampliamento. È la via maestra per combattere le organizzazioni criminali indicata stamattina da Caterina Chinnici, eurodeputata di S&D, durante lo scambio di opinioni in commissione Libe con Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia del Parlamento italiano.

“Ormai da tempo la criminalità organizzata è diventata un fenomeno transnazionale – ha detto Caterina Chinnici – e grandi passi in avanti sono stati compiuti con le conclusioni di Tampere del 1999 e soprattutto con la direttiva del 3 aprile 2014 sul congelamento e sulla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione Europea, ma occorre fare pressione sulle istituzioni nazionali affinché attuino rapidamente e adeguatamente le nuove norme, che renderanno possibile un notevole avanzamento dell’azione di contrasto a livello transfrontaliero. Auspico, inoltre, che la Commissione Europea, sulla scia delle sollecitazioni fatte dal Parlamento e dal Consiglio con le dichiarazioni 2 aprile di quest’anno, elabori nuove soluzioni ed eventualmente una specifica proposta legislativa per disciplinare il mutuo riconoscimento anche delle confische disposte in assenza di condanna dalle autorità giudiziarie nazionali”.

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Caterina Chinnici

“Come sottolineato nella relazione approvata a giugno dalla commissione bicamerale antimafia del Parlamento italiano – ha ricordato l’europarlamentare di S&D – uno dei principali metodi di contrasto della criminalità organizzata consiste nel suo indebolimento sul piano economico, e questa è una consapevolezza oggi diffusa grazie soprattutto all’esperienza italiana e siciliana degli anni Settanta e Ottanta, scandita dalle indagini del pool antimafia, creato da mio padre, e dalla legge Rognoni – La Torre. Ecco perché occorre attribuire centralità alla prontezza e all’efficacia della confisca dei beni, anche per proseguire quell’impegno che, purtroppo, ha comportato un prezzo altissimo in termini di sacrifici umani”.

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Rosy Bindi e il presidente della commissione Libe, Claude Moraes.

Nella propria relazione Rosy Bindi ha sottolineato che “il contrasto alla criminalità organizzata non è questione nazionale da lasciare all’iniziativa dei singoli stati” e che “occorrono uno spazio giudiziario e uno spazio antimafia europei”, evidenziando poi il forte condizionamento negativo che l’espansione delle mafie esercita sulla crescita economica del continente. Richiamando gli insegnamenti di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati del pool caduti nella lotta alla mafia, e quelli di Pio La Torre, la presidente della commissione Antimafia ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione patrimoniale “perché le mafie inseguono il denaro, agiscono per fare denaro e l’azione che temono di più è quella che sottrae loro il denaro”.

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