“L’apertura di una base operativa Frontex a Catania annunciata oggi dal direttore dell’agenzia, Fabrice Leggeri, e il previsto aumento del budget per le azioni sul campo sono passi estremamente importanti verso un autentico approccio unitario e solidale al fenomeno migratorio e io stessa li avevo sollecitati formalmente con un’interrogazione presentata già nel luglio scorso, come mio primo atto formale dopo l’insediamento, insieme con le colleghe Giuffrida e Bonafè.
È segno di un cambiamento di rotta dell’Unione Europea su una questione che, per i connotati assunti negli ultimi anni, riguarda oggettivamente l’Europa intera e alla quale occorre dare risposte nuove sul piano politico, normativo e operativo”.
Lo afferma l’eurodeputata di S&D, Caterina Chinnici, commentando le notizia diffuse oggi dagli organi di informazione circa le decisioni annunciate dal capo dell’agenzia che coordina la gestione delle frontiere esterne dell’UE. A inizio aprile, a Pozzallo e Catania, Caterina Chinnici aveva fatto visita con una delegazione ufficiale del Parlamento Europeo alle unità Triton di Catania e Pozzallo, visitando nella città ragusana anche il centro d’accoglienza per i migranti.

“Il piano della Commissione Europea – prosegue l’europarlamentare siciliana – dà forma concreta a quanto emerso dal Consiglio Europeo straordinario di aprile e alla successiva risoluzione con cui il Parlamento Europeo ha chiesto piena condivisione di responsabilità e oneri tra gli stati membri. Ora è fondamentale andare avanti su questa strada perché c’è ancora molto da fare per giungere a una vera strategia globale. Il Parlamento ha espresso indirizzi precisi su altri punti chiave come l’equa ripartizione delle richieste d’asilo tra gli stati membri, l’estensione dell’ambito di intervento di Triton includendo ricerca e soccorso umanitario in mare, una maggiore collaborazione con gli stati partner mediorientali e africani per soluzioni di medio e lungo periodo, il contrasto alle organizzazioni di trafficanti. Oggi c’è un’agenda della Commissione che va in quella direzione. Tocca ai governi nazionali fare ciascuno la propria parte. Discutere nel merito delle soluzioni prospettate è pienamente legittimo ma non può più esserci spazio per i particolarismi”.