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“Empty Beds” e il dramma dei bambini ucraini: una priorità per l’Europa e per la pace

Al Parlamento europeo è stata riprodotta “Empty Beds”, la cameretta di uno dei 20mila bambini ucraini rapiti: un’installazione che rende tangibile l’assenza, il silenzio e la violenza di una tragedia che non possiamo ignorare.
Decine di migliaia di bambini ucraini, infatti, risultano trasferiti o deportati con la forza in Russia e Bielorussia, o trattenuti nei territori occupati: una realtà drammatica, denunciata da diversi organismi internazionali, su cui purtroppo è ancora difficile avere numeri certi.

In questi anni, come Presidente dell’Intergruppo per i diritti dei minori, ho più volte richiamato l’attenzione su questa tragedia. Insieme ad altri colleghi ho cofirmato un’interrogazione alla Commissione europea – proposta dall’on. Wilmès – per chiedere quali azioni concrete siano state messe in campo per favorire il ritorno di questi bambini alle loro famiglie e in che modo l’UE stia sostenendo le autorità ucraine e le organizzazioni impegnate a documentare questi crimini.

Perché i bambini sono sempre le vittime più vulnerabili della guerra: dietro ogni numero c’è una storia, una famiglia spezzata, un’infanzia interrotta. Per questo continueremo a vigilare e a sostenere ogni iniziativa utile. Il loro ritorno a casa deve essere una priorità e una condizione essenziale in qualsiasi futuro accordo di pace.

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