“I principi affermati dalla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza hanno reso possibili fondamentali progressi sul piano sociale, giuridico e politico, ma la realtà contemporanea pone problemi nuovi e complessi che impongono di aggiornare gli strumenti con cui proteggere i minori da rischi e minacce. È il caso delle centinaia di migliaia di bambini e ragazzi coinvolti nell’epocale fenomeno migratorio e nei suoi drammatici risvolti: a loro occorre garantire, fra l’altro, specifiche tutele nell’ambito delle procedure di accoglienza e asilo, a cominciare dagli hotspot previsti nella nuova Agenda europea per la migrazione. Per questo sto organizzando con Unicef una sessione di lavoro, che si terrà presto in Sicilia, il cui obiettivo sarà mettere nero su bianco linee guida rivolte agli operatori delle strutture di identificazione e registrazione, col coinvolgimento di tutte le istituzioni preposte. Il principio del superiore interesse del minore, sancito dalla convenzione Onu, recepito nella carta UE dei diritti fondamentali e riaffermato dalla Corte di giustizia, deve tradursi in una pratica effettiva in ogni momento e luogo, anche in tema di politiche migratorie”.
Lo ha detto l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici, co-presidente dell’intergruppo sui diritti dei minori al Parlamento europeo, intervenendo oggi al convegno su Bambini e adolescenti migranti: quale protezione e accoglienza?, che si è svolto a Roma nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri su iniziativa della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio e il Ministero delle politiche sociali.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio. Tra i relatori il presidente del Senato Pietro Grasso, il ministro delle politiche sociali Giuliano Poletti, il garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora e i vertici di UNHCR, Unicef Italia e Save the children.
“Le cifre sui minori immigrati – ha aggiunto Caterina Chinnici – hanno assunto dimensioni impressionanti: senza dimenticare, innanzitutto, quelli che perdono la vita durante i viaggi della speranza, e che sono stati circa 80 solamente tra agosto e ottobre, c’è un incremento vertiginoso anche nel numero di bambini richiedenti asilo in Europa. Solo in Svezia nel 2015 sono state presentate 24mila richieste, più di quelle presentate in tutta l’UE nel 2014. Molti di questi minori, inoltre, sono non accompagnati, e sono proprio quelli esposti ai pericoli maggiori, dalle varie forme di sfruttamento al reclutamento nelle reti della criminalità. Occorre agire presto per trovare nuove soluzioni anche a livello europeo. Ci stiamo lavorando nella commissione europarlamentare Libe ma, va detto, senza un più attivo ed ambizioso impegno della Commissione europea, e soprattutto dei governi degli Stati membri riuniti nel Consiglio, sarà impossibile risolvere il problema e porre fine alle tragedie annunciate e alle continue crisi umanitarie”.