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23 maggio, la memoria come responsabilità e impegno civile

Fonte foto_Wikipedia
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Il 23 maggio non è solo la giornata del ricordo, ma un momento di responsabilità e di impegno civile, in cui la memoria deve trasformarsi in coscienza e azione. Nel ricordo di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, onoriamo donne e uomini dello Stato che hanno sacrificato la propria vita per un’Italia più libera e più giusta.

Mio padre, Rocco Chinnici, fu tra i primi a credere nella forza del lavoro condiviso nella lotta alla mafia, aprendo la strada a una stagione straordinaria di magistrati coraggiosi, di cui Falcone e Borsellino sono diventati simbolo universale. Un percorso costruito sul rigore, sul senso del dovere e sulla convinzione che la legalità dovesse essere difesa ogni giorno, anche nei momenti più difficili.

Sono cresciuta vedendo uomini delle istituzioni lavorare insieme, sostenersi nelle difficoltà e affrontare con immensa dignità una stagione segnata da isolamento, minacce e sacrifici. Ed è proprio dentro quella stagione che si è formata la mia idea di Stato: nel coraggio silenzioso, nella dedizione assoluta al proprio lavoro, nell’amore profondo con cui hanno scelto di servire la Sicilia e il Paese.

Dietro le immagini che appartengono alla memoria collettiva, custodisco anche il ricordo della loro umanità. Un’eredità morale che continua ancora oggi a indicarci una direzione chiara: difendere la verità, la giustizia e i principi democratici, trasmettendo questi valori alle nuove generazioni.

Ricordare significa scegliere, ogni giorno, da che parte stare: dalla parte dello Stato, della libertà e di chi non ha mai abbassato la testa.

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