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Diritti e libertà fondamentali, Caterina Chinnici alla Commissione Europea: “Ancora troppe lacune, va subito attuato il nuovo quadro UE in materia di democrazia e stato di diritto”

“I sistemi europei di tutela dei diritti, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali a quello quello sviluppatosi in ambito comunitario, sono argini contro i rischi di degenerazione delle democrazie e hanno la funzione di assicurare il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione, ma scontano ancora lacune ed elementi di debolezza a cui bisogna porre rimedio in tempi rapidi”.

Lo ha detto questa sera Caterina Chinnici intervenendo, durante la plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, nel dibattito d’aula sulle dichiarazioni della Commissione Europea e del Consiglio relative al Quadro UE in materia di democrazia, stato di diritto e diritti fondamentali.

Intervento plenaria
Caterina Chinnici durante una plenaria del Parlamento Europeo

“Per fare qualche esempio – ha proseguito l’europarlamentare di S&D – la Carta dei diritti trova sì applicazione nei confronti degli stati, ma solo nell’ambito del diritto dell’Unione. È una limitazione discutibile che può determinare discriminazioni. La procedura di infrazione, poi, riguarda solo violazioni di specifiche disposizioni dei trattati, lasciando scoperte molte condotte che pur ledono o minacciano i principi dello stato di diritto. E ancor più difficili da utilizzare sono le farraginose procedure previste dall’art. 7 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea per i casi di «evidente rischio di violazione grave» o di «violazione grave e persistente» di tali principi”.

“Apprezzo – ha concluso Caterina Chinnici, che è anche componente della commissione Libertà civli (Libe) – l’idea della Commissione di aprire il dialogo sui diritti fondamentali nell’UE e di attivare un meccanismo di preallarme in tutti i casi di violazioni sistemiche dei diritti e dei valori fondamentali, a prescindere da specifiche violazioni dei trattati o da collegamenti con il diritto dell’Unione. Nell’insieme, apprezzo anche il nuovo quadro operativo delineato dalla Commissione che va, però, messo in atto al più presto, a cominciare da quelle situazioni che oggi destano maggiore preoccupazione, assicurando protezione dalle discriminazioni, dall’emarginazione, dalla persecuzione e da ogni violazione dei diritti fondamentali”.

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