“Bisogna educare gli adolescenti e i bambini a un uso consapevole dei mezzi di comunicazione, valorizzando le buone potenzialità dei media e mettendo in guardia dai possibili rischi legati all’interattività. Il tradizionale approccio puramente protettivo non è più sufficiente: pensare di impedire totalmente ai più piccoli l’uso delle tecnologie e dei nuovi media oggi è un’illusione, e i primi a dover cambiare prospettiva sono gli adulti, chiamati a una sfida del tutto nuova”.
Lo ha detto questo pomeriggio Caterina Chinnici, co-presidente dell’intergruppo europarlamentare sui diritti dei minori, intervenendo alla conferenza su Minori e media: usi e abusi che si è svolta a Palazzo San Macuto, a Roma, su iniziativa di DPF (l’Associazione italiana di Diritto e psicologia della famiglia) in collaborazione con la Camera dei Deputati.

Tra i relatori anche l’autore e conduttore televisivo Paolo Bonolis, il sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma Simonetta Matone, il vice presidente dell’Autorità garante della privacy Augusta Iannini e i docenti universitari Tonino Cantelmi (psichiatria) e Marina D’Amato (sociologia). Introduzione di Marco Meliti, presidente DPF. Coordinatore del dibattito il giornalista Massimo Martinelli.
L’eurodeputata siciliana si è soffermata anche sulla presenza della televisione nella vita quotidiana dei più piccoli, “tutt’altro che ridimensionata malgrado la rivoluzione digitale – ha sottolineato – come dimostrano le recenti ricerche a livello europeo. La Tv può svolgere un ruolo educativo e credo che sia tempo di rilanciare l’impegno nella produzione di programmi e contenuti specifici per i minori, tenendo conto delle diverse fasce d’età”.

Caterina Chinnici ha definito “un’importante occasione” sia il percorso di riforma della direttiva europea “Smav” sui servizi di media audiovisivi avviato dalla Commissione Europea con una consultazione pubblica che scadrà dopodomani, sia l’ipotesi di riforma del Codice di autoregolamentazione Tv e minori in discussione in Italia. “È sicuramente di buon auspicio – ha aggiunto – la recente iniziativa lanciata dalla Rai, denominata Una nuova carta d’identità per la Rai, che in forma di concorso ha chiesto agli studenti di 50 scuole di formulare proposte sulla Tv pubblica del futuro, e mi fa piacere che tra le idee avanzate ci sia quella di uno spazio informativo destinato ai giovani”.