Irrinunciabilità del difensore, trattamenti specifici nei casi di restrizione della libertà personale, diritto all’informazione, alla protezione della vita privata, alla registrazione audio-video degli interrogatori, a presenziare alle udienze.
Sono le principali linee guida del progetto di direttiva europea sulle garanzie procedurali per i minori indagati o sotto processo. Caterina Chinnici, eurodeputata di S&D, le ha illustrate oggi a Bruxelles in qualità di relatrice del disegno di legge comunitaria per conto della commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni), di cui fa parte.
“La finalità generale – ha spiegato durante l’intervento in commissione – è stabilire norme minime sui diritti della persona, necessarie, fra l’altro, per facilitare il mutuo riconoscimento delle sentenze e delle decisioni giudiziarie nonchè la cooperazione di polizia giudiziaria all’interno dell’Unione Europea, salvo il diritto degli stati membri di mantenere o introdurre un livello più elevato di tutela delle persone. Evitare la recidiva e promuovere il reinserimento sociale dei minori sono da considerare ulteriori e specifici obiettivi”.
“Malgrado i principi affermati dalla Carta europea dei diritti dell’uomo e da altri strumenti internazionali – ha aggiunto Caterina Chinnici – non sempre le normative interne sono calibrate sulle esigenze specifiche dei minori e non sempre il diritto a un equo processo è sufficientemente garantito alle persone vulnerabili. Ciò si riflette negativamente anche sulla cooperazione giudiziaria tra stati dell’Unione, ed è quindi molto importante che si sia aperto oggi il dibattito su questi punti. Sono già noti gli orientamenti del Consiglio dell’Unione Europea, pubblicati a maggio, e anche la commissione Libe aveva già iniziato a lavorare sul testo della proposta, per cui credo – ha concluso – che il Parlamento potrà più agevolmente svolgere il proprio ruolo, rafforzando e, all’occorrenza, integrando le garanzie necessarie nel superiore interesse del minore”.
Tra le altre garanzie previste nella proposta, definita da Caterina Chinnici “una buona base di lavoro”, rientrano il riconoscimento ai titolari della responsabilità genitoriale del diritto di informazione e di presenziare al processo e anche il diritto del minore ad ottenere una valutazione individuale e l’esame medico.
