“È necessario che l’Unione Europea si doti di una vera e propria strategia per affrontare la questione dell’immigrazione in maniera globale, con una piena condivisione di responsabilità tra tutti i paesi membri non solo in funzione del controllo delle frontiere ma anche sugli altri fronti: il soccorso umanitario, la collaborazione con i paesi extraeuropei attraversati da rotte migratorie, la promozione della pace nelle aree interessate da conflitti, la lotta alla criminalità”.
Lo ha detto oggi Caterina Chinnici, eurodeputata di S&D e componente della commissione Libe, a margine di una visita al Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo e alle unità dell’operazione Triton attive sia nella città ragusana che a Catania. Il programma, curato dall’agenzia Frontex, ha coinvolto un gruppo di europarlamentari. LA FOTOGALLERY COMPLETA

“Il tema – sottolinea la parlamentare siciliana – dovrebbe essere portato al centro del dibattito europeo. Dalla Commissione europea sono arrivati segnali incoraggianti e c’è un impegno crescente anche all’interno del Parlamento europeo, ma bisogna fare di più. Le proporzioni e la continuità che il fenomeno ha assunto impongono un approccio solidale e una presa in carico da parte dell’UE. Lo dice espressamente la risoluzione Mediterraneo approvata nel dicembre scorso, una risposta non esaustiva ma sicuramente utile per stimolare l’adozione di misure alle quali si sta lavorando, come lo sviluppo di canali legali per raggiungere l’Europa e la creazione di un sistema integrato di asilo”.

“Occorre inoltre rivedere il regolamento di Dublino – conclude Caterina Chinnici – per estendere a tutte le richieste di asilo il principio stabilito dalla Corte di giustizia limitatamente alle istanze presentate dai minori, e cioè la competenza dello stato nel quale l’immigrato si trova e fa richiesta di protezione internazionale. Si supererebbe così la regola attuale che assegna inderogabilmente la competenza al paese di primo approdo, una regola molto rigida e fonte di gravi inconvenienti: a danno dei migranti, le cui necessità vengono trascurate, e a danno dei paesi di primo approdo, sui quali grava in larga parte la responsabilità di far fronte alle richieste con ovvio allungamento dei tempi delle procedure di identificazione dei richiedenti asilo”.
In mattinata, nel porto di Pozzallo, la delegazione ha visitato la motonave islandese Tyr, mezzo pattugliatore di Triton, e il vicino centro accoglienza per i migranti. Nel pomeriggio incontro con la Guardia costiera all’interno dello scalo marittimo di Catania, nella sede della Capitaneria di porto.
