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Contro crimine organizzato e corruzione serve una strategia unitaria dell’UE: se n’è discusso durante le audizioni in commissione Libe. Caterina Chinnici: “Da potenziare gli strumenti di lotta al riciclaggio”. Dal procuratore antimafia De Raho, che ha anche ricordato Rocco Chinnici, un appello all’UE: “Introdurre nella normativa europea il reato di associazione mafiosa”.

(ST) Nella scorsa legislatura la normativa europea contro la il malaffare ha messo a segno importanti progressi, ma in tema di lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione i passi da compiere sono ancora molti, e per esempio il servizio ricerche del Parlamento Europeo ha stimato in 71 miliardi annui il costo della “non Europa” in questi settori.

Caterina Chinnici ne ha parlato questo pomeriggio in commissione Libe durante il dialogo con i vertici di Europol, Eurojust e della neonata Procura Europea. “È necessaria una strategia unitaria dell’UE – ha detto – e penso che i tempi siano maturi affinchè la Commissione Europea presenti una proposta di direttiva per individuare una nozione condividsa di gruppo criminale organizzato andando oltre la decisione quadro del 2008 del Consiglio dell’UE, che non ha prodotto l’atteso riavvicinamento tra le legislazioni nazionali”.

“Servono inoltre strumenti per evitare che siano aggirate le normative antiriciclaggio nazionali ed europea – ha aggiunto – soprattutto in considerazione del fatto che la criminalità organizzata è particolarmente abile nello sfruttare a fini di riciclaggio le possibilità offerte dalla globalizzazione finanziaria e dalla moneta dematerializzata, le cosiddette criptovalute”.

Il video dell’intervento di Caterina Chinnici, tornata sulla necessità di estendere la competenza della Procura Europea a criminalità organizzata e terrorismo, spesso legati ai reati finanziari

All’audizione ha preso parte anche il procuratore italiano antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, secondo il quale nella legislazione europea occorre “una fattispecie giuridica che replichi quella del reato di associazione mafiosa per contrastare efficacemente una realtà che si alimenta con la forza dell’intimidazione, e in Italia per arrivare alla codificazione di questa fattispecie si sono impegnati anche grandi magistrati tra cui Rocco Chinnici e Giovanni Falcone: loro hanno voluto quella fattispecie giuridica perchè era l’unico strumento per combattere la mafia”.

Un brano dell’intervento del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho

In un secondo intervento Caterina Chinnici ha ringraziato il procuratore De Raho per le parole espresse e si è soffermata sulla forza raggiunta dalle mafie nei traffici internazionali: “Per combatterle efficacemente – ha detto – sono molto importanti anche la collaborazione giudiziaria, la cooperazione tra le forze di polizia e il contrasto patrimoniale, metodi nei quali mio padre ha creduto tanto”.

Caterina Chinnici: “Cooperazione e misure patrimoniali fondametali per contrastare le mafie”

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