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I 75 milioni di euro in più nel bilancio UE per la gestione del fenomeno immigrazione, le misure per la trasparenza delle multinazionali, gli orientamenti a sostegno dell’occupazione, la sfida dell’economia circolare, la risoluzione sul TTIP: i principali atti votati da Caterina Chinnici nella plenaria di questa settimana

Maggiore trasparenza degli assetti proprietari delle imprese multinazionali, dei risultati delle loro attività e dei relativi adempimenti tributari. Questo l’obiettivo della risoluzione su Elusione fiscale ed evasione fiscale come sfide nei paesi in via di sviluppo approvata dal Parlamento Europeo nella sessione plenaria di questa settimana a Strasburgo.

“Ogni anno le entrate dei paesi in via di sviluppo sono impoverite per oltre un miliardo di dollari, circa 10 volte il totale degli aiuti economici ricevuti – ha sottolineato l’eurodeputata di S&D Caterina nella propria spiegazione di voto scritta a supporto del documento – e questo a causa di flussi finanziari illeciti e fenomeni quali evasione ed elusione fiscale, riciclaggio, corruzione, ricorso a società fittizie anonime. La risoluzione sollecita misure di notevole impatto, come la rendicontazione paese per paese da parte delle società multinazionali affinché siano rese pubbliche tutte le informazioni fiscali pertinenti, per esempio società controllate con relativi risultati finanziari, tasse pagate, beni e numero di dipendenti. Prevede, inoltre, lo scambio automatico di informazioni tra paesi, l’istituzione di registri pubblici sulla titolarità effettiva di società fiduciarie, fondazioni e altri enti e la partecipazione paritaria dei paesi in via di sviluppo alla riforma delle politiche fiscali globali”.

Chinnici plenary 2

Via libera anche al rapporto sugli Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione. “La piena occupazione, che il trattato di Lisbona ha riproposto come obiettivo dell’UE, deve essere il pilastro su cui pianificare e costruire le politiche per i prossimi anni – ha affermato Caterina Chinnici motivando il proprio voto favorevole – e l’unica direzione possibile è il rilancio degli investimenti. La riduzione della pressione fiscale sul lavoro, così come indicato nell’orientamento 5, è l’elemento sul quale gli stati dovrebbero maggiormente impegnarsi”.

Ancora di economia, ma in chiave ambientale, si occupa un’altra risoluzione varata dall’assemblea di Strasburgo, quella intitolata Efficienza delle risorse: transizione verso un’economia circolare, anche questa sostenuta da Caterina Chinnici col proprio voto. “Il modello economico basato sul «prendi, produci, usa e getta» – dice – non è più sostenibile, sia per la scarsità di materie prime disponibili, sia per la quantità di rifiuti generata. Occorre innescare un’inversione di tendenza: i rifiuti vanno considerati risorse da riutilizzare, e in Europa sono circa 600 milioni di tonnellate quelli con potenzialità di riuso. Per il passaggio dall’attuale economia lineare a un’economia circolare è necessario ridisegnare i modelli produttivi. L’auspicio è che la Commissione Europea ripresenti presto un pacchetto ambizioso di misure in questa direzione”.

Approvato dalla plenaria anche il rapporto denominato Progetto di bilancio rettificativo n. 5/2015: rispondere alle pressioni migratorie. Si tratta di un emendamento al bilancio generale dell’Unione con cui sono stati stanziati circa 75 milioni di euro aggiuntivi per l’anno in corso, somme destinate al Fondo per l’asilo, la migrazione e l’integrazione (Amif), al Fondo per la sicurezza interna (Isf) e alle agenzie specializzate Frontex, Easo ed Europol. L’inserimento anche di Europol, inizialmente non previsto, scaturisce da una proposta di Caterina Chinnici recepita nel rapporto d’opinione della commissione Libe. “È una prima risposta economica dell’UE – commenta – ma che va considerata soltanto come base di partenza per gli stanziamenti futuri”.

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L’europarlamentare siciliana ha sostenuto col proprio voto anche la risoluzione sulla Valutazione delle attività svolte dal Fondo europeo per la democrazia (EED) dalla sua istituzione, documento in cui viene riconosciuto il ruolo strategico del Fondo anche per le sue azioni concrete di sostegno alla libertà di espressione e di associazione nel vicinato europeo orientale e meridionale. “Nonostante il breve periodo di vita e il fatto che 12 paesi, tra cui l’Italia, non abbiano ancora assicurato il loro apporto, il fondo ha svolto un ruolo apprezzabile – dice Caterina Chinnici – e la risoluzione pone le basi per un suo rafforzamento”.

Dall’eurodeputata di S&D voto favorevole, infine, alla risoluzione che tramite il Fondo di solidarietà europea ha destinato aiuti alle zone colpite da inondazioni l’anno scorso in Italia, Romania e Bulgaria, e alla risoluzione con cui il Parlamento Europeo ha indicato alla Commissione Europea limiti e condizioni del negoziato per il partenariato commerciale transatlantico (TTIP).

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