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IL NO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL’UE AI RIMPATRI DI MINORI SENZA ADEGUATA ACCOGLIENZA

CATERINA CHINNICI: “RIAFFERMATO UN PRINICPIO GIURIDICO SACROSANTO PER IL QUALE L’INTERGRUPPO SUI DIRITTI DEI MINORI DA ME PRESIEDUTO SI BATTE DA SEMPRE. CON UN EMENDAMENTO ABBIAMO OTTENUTO IL SUO INSERIMENTO NELLA REVISIONE DELLA DIRETTIVA RIMPATRI GIÀ VOTATA DAL PARLAMENTO E ORA IN DISCUSSIONE AL TRILOGO”

“La sentenza emessa oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulle decisioni di rimpatrio relative a minori migranti non accompagnati riafferma un principio giuridico inviolabile per il quale l’intergruppo del Parlamento Europeo sui diritti dei minori da me presieduto si è battuto e continua a battersi fin dalla scorsa legislatura. Proprio grazie al lavoro nell’intergruppo, il no al rimpatrio di minori migranti in assenza di garanzie sulle condizioni di accoglienza nel paese di destinazione è stato inserito, attraverso un emendamento, nel testo di  revisione della direttiva europea sui rimpatri che il Parlamento ha già approvato e che attualmente è al centro dei negoziati interistituzionali con il Consiglio dell’UE e la Commissione. L’auspicio è che la norma a tutela di questo principio, applicato nella sentenza della Corte di Giustizia, sia pienamente salvaguardato nel testo finale”.

Così Caterina Chinnici, eurodeputata del gruppo S&D, co-fondatrice e co-presidente dell’intergruppo sui diritti dei minori al Parlamento Europeo, ha commentato l’importante decisione pubblicata oggi dall’organo preposto all’interpretazione del diritto dell’Unione Europea.

“La Corte ha stabilito – aggiunge Caterina Chinnici – che non solo non si possa procedere al rimpatrio di un minore senza garanzie sul fatto che troverà accoglienza adeguata ma che l’adeguatezza dell’accoglienza non possa essere considerata soltanto in relazione all’età, perché ciò che va valutato e soddisfatto sotto ogni aspetto è il superiore interesse del minore, un principio sancito dalle carte internazionali e purtroppo ancora in molti casi non rispettato. Un minore è innanzitutto una persona vulnerabile alla quale, sempre e comunque, devono essere garantite protezione e assistenza. E questo a maggior ragione vale, indipendentemente dalle politiche migratorie, per i minori migranti che arrivano in Europa senza genitori o altre persone che ne abbiano la responsabilità legale, perché sono i più esposti al rischio di subire abusi e di finire nelle maglie della criminalità e dello sfruttamento. Tutelarli è un impegno morale inderogabile, oltre che giuridico, al quale nessun paese dell’UE può sottrarsi”.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA CORTE (cliccare sull’immagine per l’intero testo)

(COM)

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