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IL VOTO SPIEGATO – Dal Parlamento Europeo misure urgenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19 e le sue ripercussioni economiche su lavoratori e imprese: la plenaria straordinaria, con l’inedita partecipazione dei deputati a distanza, rivista attraverso il voto di Caterina Chinnici

L’UE lavora in questi giorni per strutturare una risposta corale all’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Coronavirus e il Parlamento Europeo, con l’inedita possibilità per gli eurodeputati di votare a distanza per via telematica, ha approvato giovedì in sessione plenaria straordinaria alcune misure urgenti proposte dalla Commissione Europea.

“Una strategia forte e condivisa è indispensabile – ha dichiarato Caterina Chinnici – perché anche se alcuni paesi risultano più colpiti di altri, e il primo è stato l’Italia, non possiamo certo illuderci che il problema riguardi soltanto i primi. L’Unione Europea deve dotarsi di un centro comune per acquisto e distribuzione di medicinali e dispositivi di protezione e deve investire nella ricerca di trattamenti e vaccini per il nuovo virus, perché occorre proteggere la salute dei cittadini assicurando le migliori cure e prevenendo al massimo ulteriori contagi. Nel breve e lungo periodo sono inotre necessari interventi finanziari per arginare l’impatto economico e occupazionale e investimenti nelle politiche sociali”.

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IL COMUNICATO STAMPA DEI SERVIZI PARLAMENTARI SUL PACCHETTO COVID-19

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La prima risoluzione riguarda lo stanziamento immediato di 37 miliardi di euro per sostenere sia gli investimenti nei sistemi sanitari degli stati membri più colpiti dalla pandemia, sia i settori economici più vulnerabili. “Il diritto fondamentale alla salute deve essere sempre garantito – ha affermato l’eurodeputata di S&D nella propria spiegazione di voto a favore – e l’UE ha il dovere di supportare con investimenti ingenti i sistemi sanitari affinché possano funzionare in condizioni di grande stress come quelle attuali e prestare cure a tutti coloro che ne avranno bisogno. Ugualmente importante è la spesa che viene destinata dal regolamento alla ricerca scientifica per individuare quanto più celermente possibile un vaccino che contrasti efficacemente il Covid-19. Con questo provvedimento inoltre diamo la possibilità di sbloccare fondi per miliardi di euro che serviranno a proteggere l’occupazione: dobbiamo stare al fianco dei tanti lavoratori europei che sono in questo momento in una posizione di estrema vulnerabilità. Non possiamo permettere il fallimento di imprese, la chiusura definitiva di fabbriche e industrie, e questo richiede una rapida e significativa immissione di liquidità, ovviamente non dimenticando che serve anche una pianificazione economica proiettata verso il futuro e la ricostruzione”.

La seconda misura approvata è l’estensione del campo d’applicazione del Fondo di solidarietà dell’UE alla fattispecie dell’emergenza sanitaria pubblica, includendo tra le operazioni ammissibili al fondo il sostegno all’assistenza medica e gli interventi per prevenire e controllare la diffusione di malattie infettive. “Grazie a questo provvedimento – afferma Caterina Chinnici nella dichiarazione di voto favorevole – il Fondo di solidarietà, previsto per rispondere alle emergenze nel caso di disastri naturali, è adesso utilizzabile anche per le cure alla popolazione in caso di emergenza sanitaria e per azioni di prevenzione. Previsto anche l’aumento del livello totale degli stanziamenti per gli anticipi da 50 milioni a 100 milioni di euro, rendendo quindi disponibili nel 2020 ben 800 milioni di euro per gli stati membri UE”.

Una terza risoluzione, infine, interrompe il fenomeno dei voli che le compagnie aeree, malgrado la mancanza di passeggeri, hanno dovuto operare con aerei vuoti pur di non perdere per mancato uso la disponibilità delle fasce orarie negli aeroporti: la regola cosiddetta use it or lose it viene sospesa fino al 24 ottobre. “La pandemia Covid-19 ha provocato un forte calo della mobilità globale – sottolinea Caterina Chinnici – con gravi ripercussioni su molti settori economici tra i quali per primo il comparto del trasporto aereo. Già da gennaio i vettori si sono ritrovati a effettuare voli in assenza di passeggeri perché la normativa vigente obbliga a utilizzare almeno l’80% degli slot di decollo e atterraggio negli aeroporti, pena la perdita del diritto per l’anno seguente. Grazie alla procedura d’urgenza alla quale ha fatto ricorso il Parlamento Europeo, questo obbligo ora è sospeso e le compagnie possono lasciare a terra gli aerei vuoti senza perdere i diritti acquisiti.

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