Menu Chiudi

IL VOTO SPIEGATO – Il sì di Caterina Chinnici alle risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo su ex-dipendenti Alitalia, clima, parità retributiva uomo-donna e tutela di prodotti e consumatori

“Misure attive per il mercato del lavoro, come la formazione anche on demand, il bonus di mobilità per la formazione o il bonus di assunzione per gli ultracinquantenni, saranno utili per accrescere le possibilità di impiego del personale collocato in esubero da Alitalia e ora in cerca di un nuovo lavoro”.Lo ha sottolineato Caterina Chinnici nella spiegazione di voto con cui ha motivato il proprio sì allo stanziamento di 1 milione e 400mila euro deliberato questa settimana a Strasburgo dalla plenaria del Parlamento Europeo, attraverso la mobilitazione del Fondo europeo per la globalizzazione. Secondo le stime, degli interventi di supporto potranno beneficiare fino a 184 ex-dipendenti della compagnia aerea di bandiera italiana.

Voto favorevole anche al testo di compromesso tra Parlamento Europeo e Consiglio dell’UE per la direttiva che introduce limiti alle emissioni degli impianti di combustione medi, cioè quelli con potenza termica nominale compressa tra 1 e 50 megawatt. “Una regolamentazione specifica mancava – afferma Caterina Chinnici nella spiegazione di voto depositata – e viene quindi colmata una lacuna normativa molto rilevante. Basti pensare che gli impianti termici di potenza media sono i più utilizzati e numerosi e che rappresentano anche la principale fonte di emissioni inquinanti nocive per l’uomo tra cui biossido di zolfo, ossido di azoto e polveri sottili. Fissando i valori-limite da rispettare per gli operatori e l’obbligo per gli Stati membri di tenere un registro pubblico con le informazioni sugli impianti, questa direttiva contribuisce a rendere ancora più credibile la politica climatica dell’UE”.

Dalla tutela dell’ambiente al tema della parità di diritti. Approvata la risoluzione che sollecita la piena attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego. “Si tratta di un principio presente nei trattati fin dal 1957 e dal quale sono derivate più direttive – ha evidenziato Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – eppure all’interno dell’Unione Europea esiste ancora una disparità ingiustificata di trattamento salariale tra gli uomini e le donne, pari a circa il 15%. Siamo di fronte a un deficit normativo oppure manca la volontà degli Stati membri per un controllo severo sull’applicazione della normativa europea esistente? Condivido le raccomandazioni che la risoluzione rivolge alla Commissione Europea e condivido anche la richiesta di una nuova direttiva che affronti la questione in maniera più ampia”.

Caterina Chinnici P Steri 2 rid

Infine il fronte della tutela dei prodotti tipici e dei consumatori. Con una risoluzione il Parlamento ha chiesto alla Commissione Europea di estendere l’applicabilità delle indicazioni geografiche protette anche ai prodotti non agricoli. “Ciò è previsto nelle legislazioni dei paesi terzi e anche nell’UE – ha affermato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto – occorre armonizzare e rendere più coerente il sistema. Estendere le IG ai prodotti non agricoli, per esempio quelli artigianali, oltre a tutelare le nostre produzioni tradizionali rafforzerebbe la capacità negoziale dell’UE sia sul piano bilaterale sia sul piano multilaterale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio”.

Con una diversa risoluzione legislativa, a tutela dei consumatori, l’assemblea di Strasburgo ha dato il via libera alla proposta di direttiva per armonizzare gli obblighi di etichettatura per le caseine e i preparati caseinati. “Sebbene le caseine e i caseinati siano destinati alla vendita tra imprese e non direttamente al consumatore – ha osservato l’eurodeputata siciliana nella spiegazione di voto – è importante aver previsto l’obbligo per gli operatori del settore di indicare sull’etichetta del prodotto finito le percentuali usate, soprattutto perché si tratta di sostanze che sono spesso causa di allergie e intolleranze. L’armonizzazione dell’etichettatura tra i Paesi dell’Unione europea favorisce la libera circolazione dei prodotti alimentari e, soprattutto, va nella direzione di informare e tutelare i consumatori europei”.

Condividi sui social

News correlate