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IL VOTO SPIEGATO – L’appello per la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza nei confronti delle donne, la riduzione delle emissioni inquinanti, la difesa comune europea, il Libro verde dei servizi finanziari al dettaglio: la plenaria di Strasburgo rivissuta attraverso il voto di Caterina Chinnici

“L’UE ratifichi al più presto la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne”. È l’appello lanciato dal Parlamento Europeo alla Commissione Europea con una risoluzione votata in plenaria alla vigilia della giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra oggi, un provedimento sostenuto da Caterina Chinnici anche con un accorato intervento in aula.

L’Assemblea, riunita a Strasburgo, è stata chiamata a esprimersi anche su altre importanti questioni, e tra queste l’Unione europea della difesa, titolo di una risoluzione che incoraggia la graduale definizione di una politica di difesa comune e che Caterina Chinnici ha appoggiato con il proprio voto. “I molteplici conflitti armati e i tragici atti terroristici degli ultimi anni richiedono nuove strategie – afferma nella spiegazione di voto scritta – essendo chiaro che i singoli stati membri non possono rispondere da soli a tali crescenti minacce. Occorre unire le forze, sfruttando il potenziale del trattato di Lisbona in tema di politica europea per la difesa e la sicurezza e proseguendo il cammino verso una cooperazione strutturata”.

Nella stessa cornice rientra la risoluzione sulla conclusione di un accordo di cooperazione operativa e strategica tra Europol e l’Ucraina. “Europol ha assunto un ruolo chiave nel contrasto alla criminalità transfrontaliera e alle organizzazioni terroristiche – spiega l’eurodeputata siciliana – ed è doveroso facilitare ogni intesa che possa contribuire ad aumentare l’efficienza investigativa dell’agenzia”. Non mancano punti di contatto con un altro atto votato dall’assemblea, quello sullo scambio di informazioni contro il riciclaggio di denaro di provenienza illecita, una pratica legata anche al crimine organizzato e al terrorismo, come evidenziato da Caterina Chinnici  durante il dibattito.

Dalla sicurezza all’ambiente. Sì dall’europarlamento, con voto favorevole di Caterina Chinnici, alla risoluzione legislativa per l’adozione della direttiva UE che dispone la riduzione delle emissioni nazionali di alcuni agenti inquinanti. “L’inquinamento dell’aria determina annualmente nell’UE il decesso di circa 400mila cittadini – dice l’esponente di S&D nella spiegazione di voto – e costi per i sistemi sanitari stimati in centinaia di miliardi di euro. Occorre che gli stati membri trasmettano con cadenza biennale alla Commissione i programmi di controllo dell’inquinamento per tutti i settori economici, soprattutto attività industriali e trasporti, ed è positivo che l’aggiornamento della direttiva impegni gli stati a valutare anche l’impatto dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi acquatici e terrestri. Considero molto importante, inoltre, che la direttiva preveda ora disposizioni specifiche a tutela dei gruppi vulnerabili e in particolare dei minori, per esempio attraverso il divieto di consumo di combustibili solidi nelle aree residenziali”.

La solidarietà economica fa da sfondo alla risoluzione per il miglioramento dell’efficacia della cooperazione allo sviluppo, che Caterina Chinnici ha appoggiato ponendo l’accento sulla necessità che l’Unione, principale donatore mondiale di aiuti allo sviluppo, “verifichi che i fondi siano utilizzati in modo efficace al fine di massimizzare il contributo all’eradicazione della povertà, soprattutto alla luce dell’attuale scenario caratterizzato da un aumento delle crisi umanitarie e da una crescente carenza di risorse”. Sostegno anche agli aiuti macrofinanziari dell’UE alla Giordania, paese che accoglie un altissimo numero di rifugiati siriani con inevitabili ripercussioni sul sistema interno dei servizi (l’intervento di Caterina Chinnici in plenaria).

Nel carnet della plenaria di questa settimana anche un gruppo di provvedimenti su vari aspetti dell’economia. Via libera alla risoluzione sull’operato della Banca Centrale Europea, votata da Caterina Chinnici soprattutto in ragione “dell’invito a rafforzare il rapporto tra immissione di liquidità ed erogazione di prestiti all’economia reale. Malgrado l’impegno della BCE – aggiunge l’europarlamentare siciliana – si osserva ancora un importante divario fra i tassi di finanziamento concessi alle piccole e medie imprese e quelli concessi alle imprese di maggiori dimensioni”. Altre due risoluzioni, entrambe votate da Caterina Chinnici, prefigurano nuove opportunità per le piccole imprese di trasporto attraverso modelli collaborativi d’impresa e un maggiore spazio nell’agenda dell’Unione per il trasporto lungo le vie navigabili, “così da poter compensare – sottolinea l’eurodeputata – anche il deficit di competitività di alcune aree situate a grande distanza dai principali centri amministrativi ed economici”. Adottata dall’assemblea, inoltre, la risoluzione sul Libro verde dei servizi finanziari al dettaglio, con lo sguardo puntato “verso la creazione di un mercato unico che attraverso la digitalizzazione permetterebbe – dice Caterina Chinnici – di superare le differenze di prezzo e di scelta all’interno dell’UE, agevolando le operazioni transnazionali a vantaggio sia dei consumatori, beneficiari di una più vasta offerta, sia delle imprese, che potrebbero rendere disponibili i propri prodotti in qualsiasi luogo dell’Unione”. Approvata, ancora, la risoluzione sulla riforma del sistema europeo dell’IVa, “un passo necessario – ha detto in aula Caterina Chinnici – per eliminare alcune distorsioni della libera concorrenza”.

Menzione, infine, per la risoluzione che afferma la necessità di ovviare alla carenza di interpreti professionisti e qualificati della lingua dei segni. “Dobbiamo garantire a tutti i cittadini – dice Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – l’accesso alle stesse informazioni e comunicazioni. I non udenti e gli ipo-udenti sperimentano ogni giorno ostacoli alla partecipazione paritaria in tutti i settori della vita. L’Unione Europea ha l’obbligo morale di rimuovere questi ostacoli”.

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