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IL VOTO SPIEGATO – L’inclusione della violenza di genere nella lista dei crimini gravi transfrontalieri, visti speciali e corridoi umanitari per i cittadini afgani in pericolo, tutele per il lavoro legato alle piattaforme digitali, mandato rafforzato per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: queste e tutte le altre decisioni della plenaria di settembre

Una donna su tre nell’Unione Europea ha subito violenza fisica e/o sessuale e il fenomeno continua ad avere una dimensione allarmante, come dimostrano anche le cronache delle scorse settimane. Nella plenaria di settembre il Parlamento Europeo, con una risoluzione approvata ad ampia maggioranza, ha chiesto che la violenza di genere, inclusa quella online, sia trattata come un crimine particolarmente grave con una dimensione transnazionale ai sensi dell’articolo 83 del Trattato sul funzionamento dell’UE.

Per Caterina Chinnici, che ha sostenuto il provvedimento con il proprio voto, “la pandemia ha aggravato la situazione e non è più rinviabile un intervento legislativo dell’UE che rafforzi le strategie di prevenzione, anche sul piano sociale, e assicuri standard comuni europei per una base giuridica che consenta all’Unione Europea di agire in modo uniforme per eliminare questo inaccettabile fenomeno criminoso”.

L’aula della plenaria

La condizione delle donne è tra i temi centrali anche nella risoluzione che il Parlamento ha approvato sulla situazione in Afghanistan, con lo sguardo puntato soprattutto sul rispetto dei diritti umani. Nel testo, approvato a larga maggioranza, i deputati esprimono sdegno e preoccupazione per le violazioni di diritti segnalate, tra cui le restrizioni imposte a donne e ragazze, il reclutamento di bambini-soldato e la repressione delle proteste pacifiche. Il Parlamento chiede, fra l’altro, un programma di visti speciali e corridoi umanitari per aiutare i cittadini afgani in pericolo a lasciare il paese e gli stati confinanti ad accogliere e assistere i rifugiati.

“La situazione in Afghanistan dopo il ritiro delle forze statunitensi e internazionali – ha sottolineato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto a favore – è prima di tutto una tragedia per la popolazione, in particolare donne e bambine, ma rappresenta anche un eloquente richiamo affinché l’Unione si doti sia di un’efficace politica europea in materia di asilo e migrazione per proteggere le persone più vulnerabili, sia di una vera e propria Unione Europea della difesa, anche in considerazione della possibile rinnovata minaccia di atti terroristici di matrice jihadista”.

Via libera dalla plenaria anche alla direttiva europea sulla Carta blu che riforma le condizioni di ingresso e soggiorno in UE dei cittadini di paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente specializzati. Il testo rende più flessibili i criteri di ammissione anche con l’obiettivo di alleggerire la carenza di manodopera in alcuni settori chiave. “Un obiettivo – ha evidenziato Caterina Chinnici illustrando il proprio voto favorevole – che può essere raggiunto solo armonizzando le condizioni di ingresso e soggiorno dei lavoratori esterni in tutta l’Unione europea e prevedendo uno status giuridico e una serie di diritti per tale specifica categoria di migranti. La nuova direttiva apporta significativi miglioramenti rispetto all’attuale Carta blu, poco applicata negli anni dagli stati membri”.

Ancora di lavoro si occupa la risoluzione con cui il Parlamento ha affermato la necessità di condizioni eque, diritti e protezione sociale per i lavoratori delle piattaforme digitali e in generale per le nuove forme di occupazione legate allo sviluppo digitale, per esempio i servizi di consegna di cibo o di trasporto. “Queste tipologie di impiego, che possono risultare vantaggiose per alcune categorie di lavoratori – ha dichiarato Caterina Chinnici, che ha sostenuto il documento – costituiscono un fenomeno in forte espansione ma spesso gli addetti a questi settori sono erroneamente classificati come lavoratori autonomi, con le conseguenti limitazioni in fatto di diritti sociali ed economici. Occorre quindi aggiornare la legislazione europea in modo che le piattaforme rispettino gli stessi obblighi esistenti in capo a qualsiasi altro datore di lavoro e garantiscano ai loro dipendenti la stessa remunerazione e protezione sociale riconosciuta ai dipendenti tradizionali”.

A uno specifico comparto dell’economia e del lavoro si rivolge la risoluzione parlamentare intitolata “Pescatori per il futuro: attrarre una nuova generazione di lavoratori verso l’industria ittica e creare occupazione nelle comunità costiere”. “La sfida per il futuro della pesca europea – commenta l’eurodeputata siciliana – si gioca sul piano della sostenibilità ambientale, economica e sociale. L’obiettivo è quindi valorizzare il ricambio generazionale come chiave per rinnovare e rafforzare un settore che, secondo la FAO, costituisce fonte di sostentamento per il 10-12% della popolazione mondiale, e provvede a fornire circa 140 milioni posti di lavoro. Innalzare gli standard di vita dei pescatori, anche facendo formazione e migliorando la sicurezza e le condizioni di lavoro, significa rendere le attività ittiche professionalmente più attraenti. Il testo non manca di sottolineare la rilevanza della dimensione sociale della pesca anche con riferimento alla parità di genere”.

Approvata in via definitive dal Parlamento Europeo anche la riserva di adeguamento alla Brexit, un fondo da 5 miliardi di euro per affrontare l’impatto economico, sociale e territoriale dell’uscita del Regno Unito dall’UE. Previsti sostegni alle imprese, alle comunità locali e alla pesca costiera su piccola scala. La quota dell’Italia nella ripartizione dovrebbe essere di circa 134 milioni di euro.

Voto favorevole ad ampia maggioranza anche sulla proposta di regolamento per prorogare il mandato dell’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. “Rafforzare il mandato di ECDC – commenta Caterina Chinnici – è più che mai indispensabile dopo che la pandemia di Covid-19 ha messo in luce significative criticità per l’Unione nell’affrontare l’emergenza globale. Il Centro può avere un ruolo importante nel sostenere la Commissione UE e gli stati membri mediante sistemi integrati che consentano la sorveglianza epidemiologica in tempo reale ed un tempestivo scambio di informazioni”.

Fa il punto su progressi realizzati e ostacoli ancora da superare il report approvato dalla plenaria che riguarda l’applicazione dei requisiti UE in materia di scambio di informazioni fiscali. “Per contrastare e prevenire frodi, evasione ed elusione fiscale – dice Caterina Chinnici – servono efficaci scambi di informazioni e cooperazione amministrativa in campo fiscale. Occorre garantire la piena applicazione delle norme vigenti e rafforzarle includendo ulteriori voci di reddito e attività. L’UE deve essere in prima fila anche per contrastare una criminalità organizzata che di questi reati economico-finanziari spesso si nutre a danno degli interessi finanziari dell’UE e della collettività”.  

Fra gli altri testi approvati dalla plenaria di settembre anche la relazione intitolata “Rafforzare la trasparenza e l’integrità nelle istituzioni dell’UE creando un organismo europeo indipendente responsabile delle questioni di etica”. “L’Unione Europea dispone di norme etiche all’avanguardia – ha osservato Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – ma il suo attuale sistema di controllo etico si basa esclusivamente sull’autoregolamentazione. Per questo motivo, in vista della proposta che la Commissione UE presenterà probabilmente nel 2022 per colmare l’attuale lacuna, la relazione parlamentare propone di istituire un organismo etico indipendente, comune a tutte le istituzioni dell’UE, attraverso un accordo interistituzionale. La presenza di questo organismo indipendente nel quadro istituzionale dell’UE contribuirà a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee”.

TUTTI I TESTI APPROVATI:

16 SETTEMBRE

15 SETTEMBRE

14 SETTEMBRE

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