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IL VOTO SPIEGATO – Lo storico sì all’accordo sulla brexit e la testimonianza di Liliana Segre sull’Olocausto nella plenaria di fine gennaio, che ha discusso anche della crisi umanitaria dei migranti in Grecia e invocato interventi per la parità retributiva di genere e per l’introduzione di un caricabatteria universale allo scopo di ridurre i rifiuti elettronici: uno sguardo ai lavori dell’assemblea attraverso il voto di Caterina Chinnici

Il 29 gennaio 2020 con un voto a larghissima maggioranza, tanto storico quanto sofferto, la plenaria del Parlamento Europeo riunita a Bruxelles ha sancito il “divorzio” della Gran Bretagna dall’Unione Europea, diventato ufficiale e operativo il 31 gennaio dopo lo speculare pronunciamento da parte del Consiglio dell’UE. Tanta l’emozione in aula tra gli eurodeputati al momento del commiato, unita alla consapevolezza di dover garantire un distacco più ordinato e meno “traumatico” possibile per cittadini, imprese e istituzioni. Materia, questa, al centro dell’accordo sulla brexit approvato dall’assemblea legislativa approvato dall’assemblea legislativa e sostenuto anche da Caterina Chinnici.

L’esito del voto sulla brexit e due immagini dell’aula subito dopo il voto

“Il recesso del Regno Unito dall’UE rappresenta un triste momento per il processo di integrazione europea – ha affermato l’esponente di S&D nella propria spiegazione di voto – ma il Parlamento Europeo non poteva che rispettare la volontà dei cittadini britannici e assicurare un accordo in grado di minimizzare le conseguenze della brexit sia per l’UE che per il Regno Unito. A questo scopo erano stati fissati per i negoziati principi generali che si riflettono nell’accordo raggiunto, testo che pone inoltre le premesse per realizzare nel futuro rapporti equilibrati e giusti fra UE e Regno Unito. In generale, è fondamentale garantire nelle future relazioni i diritti dei cittadini e le acquisizioni sin qui raggiunte, così come sarà necessario dare continuità alla cooperazione tra il Regno Unito e gli stati membri nel settore giustizia e affari interni, considerato che nel 2017 il Regno Unito è stato coinvolto nell’11% dei casi trattati da Eurojust, vale a dire il secondo maggior numero di casi per i quali è stato richiesto il sostegno dell’agenzia”.

All’Uscita della Gran Bretagna dall’UE consegue, fra l’altro, una parziale ridistribuzione dei seggi lasciati vacanti dagli europarlamentari britannici. Il plenum dell’assemblea scende da 751 a 705 deputati complessivi. Sono 27 i seggi riassegnati pro quota agli altri paesi dell’UE, e tre di questi vanno all’Italia.

I seggi al Parlamento Europeo prima della brexit e dopo

E se l’atto finale della brexit ha preso il centro della scena, un altro momento di forte impatto emotivo ha contribuito a rendere speciale la plenaria di fine gennaio: l’intervento in aula della senatrice a vita della Repubblica Italiana Liliana Segre in occasione della giornata dedicata alla memoria delle vittime dell’Olocausto e nel 75° anniversario della liberazione di Auschwitz, una testimonianza definita da Caterina Chinnici “drammatica, lucida e carica di umanità”.

Il video integrale del discorso di Liliana Segre al Parlamento Euroepo (cliccare sull’immagine)

Ancora i diritti umani sono al centro del dibattito sviluppato dalla plenaria sulla crisi umanitaria che colpisce i migranti, e in particolare i bambini, nei centri accoglienza delle isole greche. “Le cifre Unicef – ha sottolineato Caterina Chinnici – non hanno bisogno di commenti: al 31 dicembre 2019 la popolazione di rifugiati migranti in Grecia è cresciuta di oltre 100mila persone di cui 40mila bambini, e tra questi più di 5mila non accompagnati. Solo nel 2019 sono stati 21.800 i bambini arrivati via mare, l’80% in più rispetto al 2018. Tende e container allestiti nei centri di accoglienza e identificazione per i richiedenti asilo sono sovraffollati, le condizioni igieniche sono insostenibili e le violenze sono all’ordine del giorno. Ne sono colpiti ancora più gravemente i più piccoli, che già prima di arrivare alla terra ferma hanno subito esperienze traumatiche. È indispensabile sostenere la Grecia per migliorare la sua capacità di risposta rapida, ma anche quelle associazioni che possono offrire un sostegno mirato alle specifiche esigenze dei bambini, e occorre una strategia a lungo termine, un sistema europeo comune di asilo che tenga conto dell’interesse superiore del bambino”.

Altro fronte dei diritti è quello che riguarda la parità dei genere sul fronte retributivo, al centro di una risoluzione approvata dal Parlamento Europeo con il voto favorevole anche da parte di Caterina Chinnici. “Il divario retributivo di genere viola l’art. 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea – ha ricordato Caterina Chinnici nella propria spiegazione di voto – lede la dignità delle donne e rappresenta un’ingiustificata discriminazione che si ripercuote anche sul trattamento pensionistico. Il gap riguarda tutti i settori e le occupazioni, e perdura nonostante le donne raggiungano maggiori livelli di istruzione, considerato che il 60% dei laureati in EU è costituito da donne. Negli ultimi sette anni questo divario retributivo si è ridotto solo dell’1%, ed è allora necessario che si dia immediato seguito all’impegno assunto dalla presidente della Commissione Europea di annullare il gap anche con l’introduzione di disposizioni vincolanti”. Infine, con una risoluzione sostenuta anche da Caterina Chinnici, il Parlamento Europeo ha chiesto che sia adottata con urgenza una norma per l’introduzione di un caricabatteria universale per i dispositivi mobili con l’obiettivo di indurre i produttori a scelte sostenibili per ridurre i rifiuti elettronici prodotti in Europea, attualmente pari a oltre 16 chilogrammi per abitante. “Chiediamo alla Commissione Europea un intervento normativo urgente per l’introduzione obbligatoria di un caricabatteria comune a tutti i dispositivi mobili – afferma Caterina Chinnici nella spiegazione di voto – perché in tal modo i consumatori potrebbero mantenere il vecchio caricabatteria quando acquistano un nuovo dispositivo. L’impatto positivo sull’ambiente sarebbe molto rilevante, anche considerato il breve ciclo di vita di alcuni dispositivi. Secondo le stime, ogni anno a livello mondiale vengono prodotti circa 50 milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. In Europa nel 2016 il totale è stato di 12,3 milioni di tonnellate. Una svolta è necessaria e la risoluzione approvata vuole andare in questa direzione”.

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