Agevolare con procedure più semplici l’accettazione di alcuni documenti pubblici nell’Unione Europea per favorire la mobilità di persone e imprese. È l’obiettivo del regolamento al quale il Parlamento Europeo ha dato il via libera nel corso della plenaria di questa settimana a Strasburgo.
Caterina Chinnici ha sostenuto il provvedimento sottolineando, nella propria spiegazione di voto, che le nuove norme eviteranno a circa 12 milioni di cittadini europei le complicazioni burocratiche legate alla presentazione di documenti alle auorità nazionali di uno stato membro diverso dal proprio in cui si trovino per lavoro, studio, residenza o altri motivi. “Ciò varrà per documenti di stato civile, certificati del casellario giudiziario e altri atti ancora – afferma l’eurodeputata di S&D – e la semplificazione dell’iter amministrativo si realizzerà anche grazie all’adozione di moduli standard multilingue. Questo regolamento è un altro tassello per la costruzione del mercato unico”.

Analogo il motivo ispiratore della risoluzione legislativa varata per la cooperazione rafforzata in materia di regimi patrimoniali delle coppie internazionali, anche questa appoggiata dall’europarlamentare siciliana col proprio voto. “Nonostante i progressi fatti dal processo di integrazione europea – spiega – milioni di cittadini legati da matrimonio o da unione registrata internazionale incontrano problemi pratici nella gestione dei propri beni, per esempio al momento di conoscere quale sia l’autorità giurisdizionale competente o il regime patrimoniale applicabile, in particolar modo in caso di separazione o successione. Questo provvedimento serve per fornire agli stati aderenti alla normativa comunitaria un quadro giuridico chiaro e completo che faciliterà per molte coppie internazionali la soluzione delle problematiche”.

“Un passo importante per la protezione dei cittadini”: così Caterina Chinnici ha definito la risoluzione che introduce norme contro alcune pratiche di elusione fiscale messe in atto da gruppi multinazionali attraverso pianificazioni fiscali aggressive. “Studi dell’OCSE – aggiunge – hanno dimostrato che queste strategie costano agli stati membri centinaia di miliardi di euro ogni anno in termini di mancate entrate tributarie, riducendo le risorse da destinare a servizi per la collettività. Il documento esprime il principio in base al quale l’imposta deve essere versata nel luogo in cui gli utili e il valore sono generati”.
Guardano oltre i confini dell’Unione altri due testi approvati dall’eurocamera e votati da Caterina Chinnici, entrambi con la crisi migratoria come sfondo. Uno è la Relazione 2015 sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo, che pone l’accento sulla necessità di rendere coerenti tra loro le politiche estere, economiche e commerciali: “Questo criterio deve essere alla base dell’azione dell’UE e degli altri attori internazionali verso i paesi terzi”, afferma l’eurodeputata siciliana nella spiegazione di voto. L’altra risoluzione promuove operazioni di sostegno della pace in Africa attraverso l’impegno congiunto tra UE, ONU e Unione africana e un maggiore sforzo da parte di tutti gli attori internazionali.
Fra i provvedimenti d’aula votati da Caterina Chinnici, c’è anche quello sull’eliminazione del commercio illegale di sostanze derivate dal tabacco attraverso la ratifica in UE e negli stati membri del protocollo del 2013 alla convenzione quadro dell’Oms, che prevede un sistema globale di tracciabilità. Voto favorevole, inoltre, alla risoluzione per rendere obbligatorio il controllo delle autorità nazionali sulla α-PVP (alfa-pirrolidinovalerofenone), “un potente psicostimolante che le forze di polizia – osserva l’eurodeputata – hanno individuato sui mercati della droga di tutti gli stati membri dell’UE, mentre sono solo 16 quelli che applicano controlli e sanzioni in ossequio alla convenzione Onu del 1971”.
Infine, sì alla risoluzione intitolata Capacità nel settore spaziale per la sicurezza e difesa europea, che riconosce alle competenze europee un ruolo importante nelle politiche di difesa e sicurezza ma afferma la necessità che le attività nello spazio extra-atmosferico rispondano ad un codice di condotta internazionale. “Condivido l’iniziativa multilaterale presa in tal senso dall’Unione Europea – dice Caterina Chinnici – allo scopo non solo di proteggere l’infrastruttura spaziale ma anche di evitare il rischio di una militarizzazione dello spazio”.