“Un riconoscimento del lavoro di mio padre, che ha contribuito in modo determinante a tracciare la strada dell’antimafia moderna, e anche una testimonianza di quanto attuale sia il suo messaggio di legalità, quello che lui rivolgeva a tutta la società civile e soprattutto ai giovani per risvegliare le coscienze e stimolare una svolta socio-culturale nella nostra terra”.
Così Caterina Chinnici ha commentato stamattina l’intitolazione al padre, Rocco Chinnici, del piazzale antistante il complesso Le Ciminiere, ex piazzale Asia, che la figlia del magistrato ha definito “una bellissima piazza”. Nel corso della cerimonia ufficiale, il sindaco Enzo Bianco ha voluto che fosse proprio l’eurodeputata a scoprire la targa con la nuova denominazione. La commissione comunale Toponomastica aveva deliberato l’istituzione di piazzale Rocco Chinnici il 29 luglio scorso, in occasione del 31° anniversario della strage mafiosa in cui il magistrato perse la vita.

Hanno partecipato all’inaugurazione rappresentanti degli uffici giudiziari etnei, dell’arma dei Carabinieri e anche del Movimento 5 Stelle, promotore di una petizione popolare.
“Ringrazio sia il sindaco Enzo Bianco che l’intera amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata con questo gesto di grande valore simbolico – ha aggiunto Caterina Chinnici, che sulla storia del padre ha scritto il libro È così lieve il tuo bacio sulla fronte – e rivolgo un ringraziamento anche agli esponenti di M5S e ai tanti cittadini di Catania che con la petizione hanno sostenuto questa iniziativa”.

Giudice istruttore del tribunale di Palermo, Rocco Chinnici fu ucciso da Cosa Nostra il 29 luglio 1983 con un’autobomba fatta esplodere davanti alla sua abitazione di via Pipitone Federico. Aveva fondato il pool antimafia e introdotto metodi innovativi per le indagini sugli affari delle cosche, sui loro patrimoni e sugli intrecci mafia-politica.
Nell’attentato, col magistrato morirono anche Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, carabinieri della scorta, e il portiere dello stabile, Stefano Li Sacchi.
