“È crescita sostenibile quella i cui benefici ricadono su tutte le fasce sociali, ma la riduzione delle disuguaglianze non può essere vista soltanto come un possibile risultato della crescita o come un obiettivo collaterale. Deve essere innanzitutto un mezzo per favorirla. Solo combattendo le forme di sfruttamento e le speculazioni è possibile una più equa distribuzione delle risorse e si possono ridurre la disoccupazione e la precarietà, aumentando sia la produzione che consumi”.
Lo ha detto oggi a Strasburgo l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici prendendo la parola, durante la sessione plenaria del Parlamento Europeo, per illustrare il proprio voto favorevole alla proposta di risoluzione approvata dall’aula sugli aspetti occupazionali e sociali della strategia Europa 2020.

“Il documento afferma con forza la necessità di un approccio basato sui diritti – commenta Caterina Chinnici – e l’ho sostenuto col mio voto anche in considerazione del fatto che vengono sollecitate misure concrete per agevolare le regioni periferiche, tra le quali indubbiamente rientrano il sud Italia e la Sicilia, che per gli svantaggi dovuti anche alla posizione geografica sono maggiormente in difficoltà nello sviluppo dei programmi di investimento”.
Al punto 26 della risoluzione, infatti, il Parlamento Europeo “invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto, in particolare, delle regioni ultraperiferiche, i cui svantaggi naturali, tra cui l’isolamento, la discontinuità geografica, la fragilità dell’economia e gli ostacoli naturali, accentuano le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità di lavoro, tirocinio e formazione per la popolazione; sottolinea che tali regioni richiedono pertanto meccanismi rafforzati specifici per attuare programmi di investimento volti a conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020 e a sfruttare le loro potenzialità in termini di sviluppo economico e sociale”.