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Risposta UE al fenomeno migratorio, sì della Libe alla proposta di Caterina Chinnici di adeguare il budget di Europol oltre che quelli di Easo e Frontex: “Un approccio globale include anche la lotta ai trafficanti di esseri umani, l’intelligence è essenziale”

Adeguare il budget 2015 destinato a Europol, oltre che quelli assegnati all’Easo e a Frontex, per rafforzare, anche attraverso un coinvolgimento omogeneo delle tre agenzie, la risposta dell’Unione Europea alle pressioni migratorie e alle relative emergenze umanitarie.

Lo prevede una proposta dell’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici recepita in un emendamento di compromesso che la commissione Libe ha approvato, oggi pomeriggio a Bruxelles, nell’ambito del rapporto d’opinione sulle variazioni ai capitoli del bilancio comunitario 2015 che riguardano gli organismi competenti per la gestione del fenomeno immigrazione.

Il parere della commissione giustizia e affari interni, rivolto alla commissione per il controllo dei bilanci (Budg) titolare del dossier, è stato integrato per far sì che ai ritocchi di budget già previsti per Easo e Frontex sia affiancato un opportuno adeguamento anche per Europol, in modo che le tre agenzie possano svolgere con appropriate risorse, anche di staff, i compiti aggiuntivi derivanti dalle agende UE per l’immigrazione e per la sicurezza. In proposito, il testo emendato del parere richiede un’apposita valutazione preventiva di dettaglio da parte della Commissione Europea. Viene affermata, inoltre, la necessità di mantenere la previsione anche per l’esercizio finanziario 2016.

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“La lotta alle organizzazioni che amministrano il traffico di esseri umani è parte integrante di quell’approccio globale formalmente sollecitato dal Parlamento Europeo con le recenti risoluzioni –commenta Caterina Chinnici – e in questo senso l’attività di intelligence, per la quale è competente Europol, deve avere un ruolo operativo di primo piano, così come il supporto che l’agenzia può fornire agli stati membri lungo le frontiere esterne anche tramite la condivisione di informazioni. Considero quindi molto importante che l’emendamento sia stato accolto, perché tanto Europol quanto l’Easo e Frontex devono poter contare su una dotazione finanziaria e di personale adeguata alle rispettive mission”.

“L’europarlamento ha già espresso un indirizzo preciso – sottolinea l’eurodeputata siciliana – sulla lotta ai trafficanti di esseri umani e su altri punti chiave come l’equa ripartizione delle richieste d’asilo tra gli stati membri, l’estensione dell’ambito di intervento di Triton includendo ricerca e soccorso umanitario in mare, una maggiore collaborazione con gli stati partner mediorientali e africani per soluzioni di medio e lungo periodo. I governi nazionali devono fare ciascuno la propria parte. Si tratta di una questione che, per i connotati assunti negli ultimi anni, riguarda oggettivamente l’Europa intera, e non può più esserci spazio per i particolarismi. C’è un’agenda della Commissione Europea e sono stati compiuti alcuni passi importanti, per esempio la decisione di aprire una base operativa Frontex in Sicilia, cosa che io stessa avevo chiesto attraverso un’interrogazione, ma rimane ancora molto da fare e non bisogna vanificare i recenti progressi”.

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