“La Convenzione dell’Aia é uno strumento fondamentale per garantire il rientro di minori illecitamente trasferiti o trattenuti all’estero da un genitore e per assicurare il rispetto dei diritti di affidamento e di visita in tutti gli Stati”.
Così Caterina Chinnici intervenendo ieri sera nel dibattito affrontato dalla sessione plenaria del Parlamento Europeo, riunita questa settimana a Strasburgo. La convenzione, che disciplina aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, ha registrato otto nuove adesioni da parte di paesi africani, asiatici ed europei.
“Già prima che intervenisse la Corte di giustizia europea l’Italia era stato l’unico paese a sostenere la competenza esclusiva dell’Unione Europea in questa materia – ha spiegato l’eurodeputata di S&D – nella consapevolezza della necessità di un pieno coordinamento normativo e operativo, per evitare che i singoli stati privilegino la tutela del genitore, proprio cittadino, a discapito dell’interesse del minore”.
“Va certamente accolta l’adesione di altri otto stati – ha concluso Caterina Chinnci – ma per una buona cooperazione occorrono prioritariamente autorità centrali in grado di porsi davvero come riferimento per la collaborazione amministrativa”.