“Occorre tenere sempre alta la guardia e l’attenzione per contrastare efficacemente la criminalità organizzata, che ormai si è infiltrata nelle diverse regioni italiane e in diversi contesti. Il senso dello Stato negli uomini delle istituzioni è certamente un fattore chiave, così come è essenziale che le istituzioni riescano a lavorare in sintonia per rispondere con un’unica voce alle istanze dei cittadini. Altrettanto importante è, poi, continuare ad agire sul versante culturale, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni”.
Sono le riflessioni condivise da Caterina Chinnici con cittadini, autorità, studenti ed esponenti della associazioni nella due giorni umbra a Foligno e a Trevi, dove l’eurodeputata ha presentato il suo libro È così lieve il tuo bacio sulla fronte, emozionante ritratto del padre Rocco, giudice ucciso dalla mafia il 29 luglio 1983 con un’autobomba fatta esplodere davanti alla sua abitazione di via Pipitone Federico. Capo dell’ufficio Istruzione del tribunale di Palermo, Rocco Chinnici aveva dato vita al pool antimafia e alle prime indagini sui patrimoni delle cosche e sui legami tra Cosa Nostra e la politica. Nel tragico attentato persero la vita anche Salvatore Bartolotta e Mario Trapassi, carabinieri della scorta, e Stefano Li Sacchi, portiere dello stabile.

Stamattina a Foligno, nell’auditorium San Domenico, l’incontro promosso dall’associazione Sovversioni Non Sospette in collaborazione con Progetto Lettura e associazione Chiaroscuro e col patrocinio del comune di Foligno. Presenti il vicesindaco Rita Barbetti, il presidente di Sovversioni Non Sospette, Francesco Moroni, e Anna Cappelletti, della Libera Università dell’Autobiografia.
Sabato sera a Trevi, nel teatro Clitunno, l’iniziativa voluta dal Lions Club Foligno. Sono intervenut il prefetto di Perugia, Antonella De Miro, il sindaco Bernardino Sperandio, il parlamentare Walter Verini (commissione Giustizia della Camera dei Deputati), il vicesindaco di Foligno, Rita Barbetti, e il presidente del Club, Marco Fantauzzi. Conduttrice Ambra Cenci, letture curate da Pamela Tabarrini.
Al termine dell’incontro, l’autore folignate Franco Falcinelli ha donato a Caterina Chinnici copia di un proprio brano poetico dedicato a Rocco Chinnici: si trovava proprio a Palermo il 29 luglio 1983, e lì lo aveva scritto dopo essersi recato sul luogo della strage.

Uomo di principi solidi e di profonda umanità, dedito allo Stato e alla famiglia, Rocco Chinnici è oggi considerato il capostipite dell’antimafia moderna, per le sue intuizioni e per i metodi innovativi che utilizzò. In primis, il gruppo di lavoro che subito dopo la sua morte prese il nome di pool antimafia, uno spazio di condivisione delle informazioni in cui aveva riunito Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e Giuseppe Di Lello per un inedito approccio d’èquipe ai vari filoni d’inchiesta.
Ancora, le prime indagini sui patrimoni illeciti e sugli intrecci mafia-politica, ma anche il ribaltamento dei rapporti tra polizia giudiziaria e organo inquirente: attuando il dettato costituzionale e invertendo la prassi dell’epoca, Rocco Chinnici iniziò ad esercitare il coordinamento delle operazioni di polizia e ad affermare il ruolo centrale del magistrato nelle strategie d’azione sul territorio. Non meno importante fu l’uso della comunicazione per risvegliare le coscienze: nell’atmosfera cupa della Palermo di quegli anni, Rocco Chinnici squarciò il silenzio sulla piaga mafiosa partecipando ai dibattiti pubblici, parlando ai giovani e andando a seminare cultura antimafia nelle scuole.
Nel suo libro, Caterina Chinnici racconta tutto ciò, racconta la progressiva condizione di isolamento dei magistrati antimafia, racconta Rocco Chinnici uomo e padre, e lo fa da una duplice prospettiva: quella di figlia, coinvolta in una vita familiare fatalmente condizionata dal crescendo della tensione in città, e quella di giovanissimo magistrato, testimone oculare del lavoro del futuro “pool” in quanto affidata, come uditore giudiziario, proprio alle “cure” di Paolo Borsellino.
Caterina Chinnici, già procuratore della Repubblica presso i tribunali per i minorenni di Palermo e Caltanissetta, è stata anche assessore regionale con deleghe alla famiglia, alle politiche sociali e alle autonomie locali, e in questa veste ha firmato nel 2011 la legge anticorruzione poi approvata all’unanimità dall’Assemblea regionale siciliana, con diverse norme che hanno precorso la legislazione nazionale. Prima di candidarsi alle ultime elezioni europee, ha rivestito la carica di capo del dipartimento Giustizia minorile presso il ministero della Giustizia.
Da europarlamentare e componente della commissione Libe (Libertà civili, giustizia e affari interni), Caterina Chinnici è impegnata a sostegno della creazione di una procura europea per combattere più efficacemente i reati transfrontalieri, spesso legati alla criminalità organizzata, e promuove l’applicazione del principio di mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie e delle confische negli stati dell’Unione. È, inoltre, relatore del progetto di legge comunitaria sulle garanzie processuali per i minori indagati o sotto processo.