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Convegno su politica penale e diritti umani a Palazzo dei Normanni, Caterina Chinnici: “Un filo invisibile unisce la storia di Palermo e il futuro dell’Europa”

“Credo ci sia, in materia di politica penale, un filo invisibile che lega la storia di Palermo e il futuro dell’Europa. La lotta al crimine organizzato è sempre stata tra gli obiettivi primari del processo di armonizzazione normativa all’interno dell’Unione Europea, vista la necessità di un’azione comune per combattere un fenomeno che supera i confini nazionali, e molte delle misure già adottate dall’UE, come la direttiva di quest’anno sulla confisca degli strumenti e dei proventi di reato, nascono proprio dall’esperienza italiana e soprattutto siciliana. Affondano le radici nelle intuizioni e nell’azione di chi, tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta, aveva già colto le trasformazioni in atto nella criminalità mafiosa, sempre più proiettata sulla dimensione finanziaria e transnazionale e sul collegamento tra attività illecite ed attività economiche formalmente lecite. Il pool antimafia, creato da Rocco Chinnici, mio padre, con la partecipazione, tra i primi, di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, precorse la nascita delle direzioni distrettuali antimafia e di quella nazionale, ed è a quest’ultima che oggi si guarda come fonte di ispirazione per il progetto della procura europea”.

Convegno 3

Così l’eurodeputata di S&D Caterina Chinnici, componente della commissione giustizia del Parlamento Europeo, ha introdotto stamattina a Palazzo dei Normanni i temi della conferenza intitolata Per una politica penale europea orientata verso i diritti umani, promossa dalla Fondazione Rocco Chinnici. Tra i relatori, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, il presidente della commissione riforme del Csm, Piergiorgio Morosini, il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, il sostituto Maurizio De Lucia e il presidente della Corte d’assise di Caltanissetta Antonio Balsamo.

Convegno 2

“Su questo come su altri temi – ha aggiunto l’europarlamentare – l’Unione Europea si è sempre mossa con approccio graduale, e spesso i tentativi di intervento si sono scontrati con la paura dei governi di perdere importanti quote di sovranità nazionale. Oggi bisogna continuare a precorrere con determinazione la strada tracciata dalle conclusioni del Consiglio Europeo di Tampere nel 1999 sul mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie, esplicitamente ricondotto alla finalità di impedire che i criminali possano utilizzare a proprio vantaggio le differenze tra i sistemi giudiziari degli stati membri, e, per esempio, occultare in tal modo i proventi dei loro reati. Già allora fu affermata la necessità di norme minime comuni per facilitare l’attuazione del principio del mutuo riconoscimento, e quel percorso ha portato all’approvazione, fra l’altro, dell’importante direttiva del 3 aprile 2014 sul congelamento e la confisca dei beni, alla quale è necessario che gli stati membri diano attuazione al più presto”.

Convegno 6

“Occorre che l’Unione Europea agisca per far applicare negli ordinamenti interni gli strumenti normativi già esistenti – ha concluso Caterina Chinnici – e che, parallelamente, questi strumenti vengano ampliati. Sono già in itinere le direttive sulle garanzie procedurali minime comuni, utili anche per evitare che il mutuo riconoscimento sia ostacolato dalle difformità tra i sistemi giudiziari, ed io personalmente, come relatrice, mi occupo di quella processo minorile. Il Parlamento e il Consiglio hanno già sollecitato la Commissione Europea affinché elabori nuove misure per l’estensione del mutuo riconoscimento alle confische disposte in assenza di condanna, e poi c’è l’ambizioso progetto della procura europea, sul quale sono ancora molti i nodi da sciogliere. È fondamentale, in generale, che si abbandonino gli approcci nazionalistici e ci si concentri, se davvero si vuole costruire un sistema efficace di contrasto della criminalità, sullo sviluppo normativo e giurisprudenziale di un quadro comune di garanzie a livello europeo, da considerarsi esclusivo ai fini del mutuo riconoscimento. Tale, cioè, da impedire che il richiamo a ulteriori garanzie previste da un determinato ordinamento interno possa valere come argomento per negare il riconoscimento di una decisione presa in un altro Paese”.

Convegno 8

Durante il suo intervento, Franco Roberti ha ricordato Rocco Chinnici. “Voglio rendere omaggio al fondatore del pool antimafia – ha detto – i cui innovativi metodi di indagine portano frutti ancora oggi”.

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